• Home
  •  > Notizie
  •  > «Da anni viveva qui in valle E tutti gli volevano bene»

«Da anni viveva qui in valle E tutti gli volevano bene»

Don Josè Italico Gerometta: «Gli avevo affittato una casa, non mancava mai di passare per una chiacchierata» Il sindaco: «Siamo costernati»



«Una mattinata funesta per la Val d’Arzino, colpita da due lutti di altrettante persone che amavano queste terre pur non essendone originarie». È questo il commento a caldo del parroco di Vito d’Asio, don Italico Josè Gerometta, dopo il tragico ritrovamento del corpo di Felice Olivier a Gruaro. Poche ore prima il paese era stato raggiunto dalla notizia della morte di Michele Nigris, 55 anni, deceduto nella notte in un incidente stradale in provincia di Udinese.

Don Gerometta conosceva bene Olivier in quanto aveva affittato un alloggio di proprietà della parrocchia. «Potrei dire che si trattava di un amico perché quando era in paese non scordava mai di passare in canonica per un saluto e una chiacchierata – ha raccontato il sacerdote –. Felice era approdato anni fa in valle ma spesso era fuori sede per lavoro. Di fatto era impegnato nel settore ricettivo in Germania. So che frequentava anche il Veneto, dove era nato. Chi ha avuto modo di parlare con lui non può che testimoniarne il carattere discreto e disponibile.

«Purtroppo eventi così tragici lasciano il segno in comunità piccole dove si creano subito legami forti, proprio come accaduto con Felice e Michele, anche lui venuto ad abitare da qualche tempo nella frazione di San Francesco», ha concluso il sacerdote.

Il sindaco Piero Gerometta ha confermato il quadro delineato dal parroco, suo omonimo. «Ci sentiamo impotenti di fronte a questi fatti così improvvisi – ha detto il primo cittadino –. Nel caso di Oliver le modalità dell’episodio impongono un’ulteriore dose di silenzioso rispetto. Anche se personalmente non avevo mai avuto modo di incontrarlo, molti concittadini ne parlano come di un uomo sempre affabile e con il sorriso. Mi aveva fatto piacere sapere che lui e Nigris si erano trasferiti nel nostro comune pur non avendo parenti in zona. Significa che questo angolo di Friuli è considerato vivibile e accogliente».

Per il momento non è noto quando si svolgeranno i funerali della vittima di Gruaro né se lo stesso avesse lasciato disposizioni di essere sepolto in Val d’Arzino. —



Pubblicato su Il Messaggero Veneto