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Lutto nel ciclismo Morto Manlio Berlasso



La comunità sportiva di Pozzuolo piange Manlio Berlasso, residente nella frazione di Terenzano, vinto a 85 anni da una malattia. Termoidraulico di professione, era stato contagiato in famiglia dalla passione per il ciclismo, coltivata anche dal padre Gino, ma un banale incidente aveva interrotto la sua carriera da ciclista, dove fin dagli esordi aveva promesso bene.

Sono state numerose le società a cui ha dato il suo competente contributo come direttore sportivo e tantissimi i giovani che ha seguito. In paese non c’era appuntamento della Terenzano-Trieste che non lo vedesse in prima linea a dare una mano.

È stato direttore sportivo anche della Pozzuolese, della Pontoni di Variano e della società del Ceresetto. Tra gli episodi della sua carriera che ricordava con maggior piacere, la chiamata nel 1974 dei professionisti della Filcas di Valvasone che lo ingaggiarono per il Giro d’Italia con il ruolo di tecnico e meccanico.

Per 25 anni fu anche consigliere della Federciclismo. La sua storia si legge nel libro “Vite di sport” di Fabris e Maganza, curato a Pozzuolo dall’ex assessore Stefano Nazzi, che lo ricorda come «un grande direttore sportivo, molto amato dai suoi atleti per la carica di simpatia e umanità». Anche a Terenzano godeva della stima e amicizia di tutti. «Quando serviva una mano era sempre disponibile, come si fa fra persone che vivono la comunità» afferma Ugo Visintini, collaboratore della parrocchia.

Manlio lascia nel dolore le figlie Franca e Sonia, oltre al fratello Aldo, tutti residenti a Terenzano, e le loro famiglie. L’ultimo saluto i suoi compaesani e i tanti amici sportivi glielo daranno martedì, alle 15 nella chiesa del paese, provenendo dall’ospedale di Udine. —





Pubblicato su Il Messaggero Veneto