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«Fatali le conseguenze dell’incidente in centro per mio padre Giorgio»

Parla il figlio Federico. Le conferme sono arrivate dall’autopsia Domani saranno celebrati i funerali nella chiesa di Sant’Ignazio



Mancava il nesso di causa-effetto. Ora, l’esame autoptico ha fugato anche l’ultimo dubbio. Il noto professore Giorgio Graziati è morto per le conseguenze dirette dell’incidente stradale del 19 marzo scorso quando il professionista, da alcuni anni in pensione, venne investito da un’auto, condotta da un triestino (di cui non sono state fornite nè le generalità nè le iniziali) in via Contavalle: un investimento inconsueto perché avvenuto in retromarcia.

A determinarlo con certezza l’esame autoptico effettuato nei giorni scorsi, a confermarlo il figlio Federico che annuncia anche la data dei funerali. «Ormai, non ci sono più dubbi o punti oscuri. Mio padre - spiega - è morto a causa delle complicazioni intervenute dopo l’investimento. Del resto, godeva di ottima salute, aveva in testa mille progetti e stava scrivendo un nuovo libro che sarebbe uscito da qui a poco. I funerali verranno celebrati venerdì nella chiesta di Sant’Ignazio alle 11, partendo dalla cappella dell’ospedale “San Giovanni di Dio”. Ringraziamo tutti coloro che ci vorranno essere vicini».

È chiaro che, ora, si aprirà un contenzioso con l’automobilista. «Anche se è un discorso che lascia il tempo che trova. Avrei preferito che mio padre fosse in vita», il comprensibile commento del figlio. Graziati era molto noto in città. Era stato primario della divisione ortopedica dell’ospedale di Gorizia dal 1977 al 1994, data del suo ritiro dall’attività ospedaliera. Nato a Padova il 22 marzo 1931 si laureò all’Università di Padova nel 1956 approfondendo gli studi nella “Orthopediska Kliniken” a Goteborg in Svezia, ottenendo la specializzazione in biomeccanica nel 1964. È stato assistente e poi aiuto nella clinica ortopedica dell’Ateneo della sua città natìa. Specializzatosi anche in ortopedia, traumatologia e radiologia divenne anche docente di biomeccanica dell’apparato locomotore all’Università di Trieste.

Giorgio Graziati lascia la moglie Carla, i figli Federico (stimato professionista cittadino) e Fabrizio titolare della storica pasticceria “Graziati” di Padova, le nuore Fiorenza e Elena e i nipoti Marco, Giorgio e Carolina. —



Pubblicato su Il Messaggero Veneto