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È morta la ragazza investita da un’auto

Gradisca: Valentina Pugliese, 24 anni, non ce l’ha fatta. Due settimane fa era stata travolta in pieno centro

GRADISCA. “Vale” è volata via. I suoi meravigliosi occhi verdi non si riapriranno più. A quindici giorni dal terribile investimento in pieno centro a Gradisca, Valentina Pugliese ha perso la sua battaglia per la vita.

In un letto d’ospedale ha lottato strenuamente per due interminabili settimane, lei sempre così piena di energia e di positività che riversava dolcemente sugli altri. Ma non ce l’ha fatta. Ha dovuto arrendersi a un destino atroce, crudele. Impossibile da comprendere.

La vita della barista gradiscana si è spezzata nel primo pomeriggio di ieri, ad appena 24 anni, in un letto del reparto di Terapia intensiva del nosocomio friulano.

Neppure il suo fisico giovane e forte ha potuto opporsi ai gravissimi traumi (in particolare quello cerebrale) causati, in quel maledetto e piovoso lunedì di novembre, dal violento impatto con la Panda del 33enne Massiliano Cesari, l’operaio marianese che si era inizialmente dato alla fuga salvo presentarsi alle forze dell’ordine la mattina dopo il sinistro.

Ora per l’uomo si apre lo scenario di un’accusa per omicidio colposo. Il quadro clinico di Valentina, che era stata sottoposta a un delicatissimo intervento alla testa già al suo arrivo all’ospedale del capoluogo friulano due settimane fa, è definitivamente precipitato nelle ultime ore.

Dopo qualche iniziale, seppure impercettibile segnale di miglioramento, la situazione ha iniziato ad aggravarsi fra sabato e domenica.

I sanitari avevano constatato il persistente peggioramento dell’attività cerebrale della ragazza, attività che domenica era divenuta faticosissima, pressochè inesistente. Tanto da diffondere in città e sui social network la falsa notizia che la giovane fosse già spirata proprio nella giornata di domenica.

Invece “Vale”, banconiera al bar Al Parco di via Carducci, ha tenuto duro ancora per due giorni, anche se i sanitari ormai non potevano più garantire alcuna illusione di una ripresa a papà Salvatore, luogotenente addetto alla segreteria del vicecomandante della Brigata di cavalleria “Pozzuolo del Friuli” di Gorizia, a mamma Vincenza e alla sorella maggiore Rossella.

A lungo hanno confidato in un miracolo. Una famiglia, oggi sopraffatta dal dolore, che nella cittadina della Fortezza tutti conoscono per coesione e genuinità e a cui in questi giorni di calvario la cittadinanza si è stretta con un’incredibile ondata di calore ed affetto. Confidando che “Vale” potesse uscire dal tunnel e a superare la crisi.

Nei giorni scorsi nella chiesa del Duomo dei santi Pietro e Paolo era stata organizzata una veglia di preghiera per la guarigione di Valentina. Quella stessa chiesa, che aveva faticato a contenere la folla di amici e concittadini, ospiterà le esequie della ragazza.

La data dei funerali deve comunque ancora essere fissata (le ipotesi più probabili sono venerdi o sabato) dal momento che si rende necessario il nullaosta della Procura della Repubblica, visti i nuovi scenari aperti dal decesso della sfortunata gradiscana.

Eppure Valentina in qualche modo potrebbe riuscire a sorridere con dolcezza persino alla morte. I familiari, infatti, hanno generosamente acconsentito all’espianto degli organi, disponibilità che come da prassi la commissione medica dell’ospedale di Udine ha valutato nella tarda serata di ieri, una volta trascorse alcune ore dal decesso.

Potrebbe essere l’ultimo, preziosissimo dono di una ragazza generosa ed entusiasta della vita, che Gradisca non potrà mai dimenticare.

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Pubblicato su Il Messaggero Veneto