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È morto Vittorio De Scalzi, fondatore dei New Trolls: aveva 72 anni

ROMA. Accanto ai principali cantautori (Fabrizio De André, Umberto Bindi, Renato Zero che piange «la perdita profonda e incolmabile»), Vittorio De Scalzi in mezzo secolo ha scritto pagine incancellabili della musica italiana. Amico di una vita di De Andrè, Luis Bacalov, Fabrizio Frizzi. «Andavo al mare per incontrare Fabrizio De Andrè, che raramente veniva alla spiaggia- raccontava-. Quando però arrivava io andavo a prendere una mia chitarra di plastica a pile e andavo a cercarlo per fargli sentire le mie follie. Mai più avrei pensato che pochi anni dopo lui avrebbe scritto i testi del mio primo album fatto con i New Trolls, “Senza orario e senza bandiera”. Bacalov quando l’ho conosciuto mi sembrava vecchio, invece avrà avuto 35 anni. Poi diventando vecchio io, sono diventato amico di Bacalov, perché l’età ti avvicina e siamo andati a prendere diversi aperitivi insieme. Di Fabrizio Frizzi ho un indelebile il ricordo di una nottata fatta in un ristorante e finita a canzoni dei Beatles cantate a squarciagola. Era una persona di una solarità meravigliosa».

Talento poliedrico

Polistrumentista, compositore, cantante, Vittorio De Scalzi nasce a Genova il 4 novembre 1949. Negli anni '60 fonda i Trolls con Pino Scarpettini, incidendo il 45 giri”'Dietro la nebbia". Nello stesso anno debutta come solista, con “Vietato ai maggiori di pochi anni”, utilizzando lo pseudonimo Napoleone. Nel 1967, chiusa l'esperienza dei Trolls, fonda i New Trolls con Nico Di Palo, Gianni Belleno, Giorgio D'Adamo e Mauro Chiarugi. Con la collaborazione di Fabrizio De André e del poeta Riccardo Mannerini compone i brani del primo album dei New Trolls, il concept album “Senza orario senza bandiera”. Firma poi molte canzoni di successo del gruppo, da “Visioni” a “Una miniera”, a “Quella carezza della sera”, affiancando alla passione per il rock progressivo la ricerca sulla musica tradizionale genovese. Con i New Trolls - sciolti nel 1997 - pubblica dodici album e partecipa a sette edizioni del Festival di Sanremo, ma collabora anche con Sergio Bardotti, Mina, Ornella Vanoni, Anna Oxa. Nel 2021 vince il premio Tenco come artista dell'anno e pubblica un cofanetto celebrativo della sua carriera, “Una volta suonavo nei New Trolls”.

Scuola genovese

Nel 2022 appare nel docofilm “La nuova scuola genovese”, scritto e ideato da Claudio Cabona, che mette a confronto i rapper come Izi, Tedua, Bresh, Nader, Disme, Guesan, Vaz Tè e Ill Rave, protagonisti della nuova scena musicale, genovese con la generazione di cantautori che li ha preceduti. De Scalzi si era avvicinato giovanissimo alla musica grazie agli insegnamenti della madre pianista. ANel 1991, anno dello scudetto della Sampdoria, insieme al fratello Aldo, ha realizzato l'album "Sampdoria - Il grande cuore della Sud", composto da dieci brani. Nel 2001, supportato dall'Orchestra Filarmonica di Torino diretta da Maurizio Salvi, ha realizzato l'album dal vivo "Concerto grosso Live", costituito da brani di repertorio dei New Trolls è stato distribuito in allegato al quotidiano La Stampa. Nel 2008 De Scalzi ha pubblicato il primo album in studio da solista, "Mandilli", pubblicato da Aerostella e realizzato interamente in dialetto genovese. Tre anni più tardi è stata la volta del secondo album "Gli occhi del mondo", realizzato mettendo in musica, con la collaborazione di Marco Ongaro, alcune poesie di Riccardo Mannerini. De Scalzi è inoltre membro fondatore e componente del gruppo Slow Feet Band con cui ha pubblicato l'album "Elephant Memory". Nel 2018 ha pubblicato con Di Palo l'album "Due di noi". Nel 2021 è uscito appunto un cofanetto celebrativo della sua carriera dal titolo "Una volta suonavo nei New Trolls", contenente "La storia dei New Trolls" e "Concerto Grosso", il dvd "Il suonatore Jones - Live". E un’ autobiografia curata da Massimo Cotto.

Amore blucerchiato

La Sampdoria piange Vittorio De Scalzi. Il club blucerchiato ha pubblicato sul proprio sito un messaggio di cordoglio per la scomparsa del cantante e fondatore dei New Trolls: «Nella stagione di grazia 1990/91 incise, insieme con il fratello Aldo, l'album Il grande cuore della Sud, regalandoci poesie in musica come Forza Doria e, soprattutto, Lettera da Amsterdam». Di sé diceva: «Io sono sempre stato un autore di canzoni, nel momento in cui le canto da solo divento un cantautore. Soprattutto il mio essere cantautore è spesso rivolto verso Genova, la mia città. L’ispirazione per “Quelle navi” mi è venuta dopo il crollo del Ponte Morandi. Il fatto di fare in modo che quelle navi ritornino a Genova è proprio la voglia di ricominciare e di ricostruire. “Frequentatori dei tramonti” è sempre rivolta verso Genova. Sono i miei tramonti di Genova che vedevo dalla finestra. Adesso vedo i tramonti di Sanremo, però nei miei ricordi ci sono quelli di Genova. È di nuovo una voglia di cantautorame. “Rabdomante” è una cosa molto particolare. Ha una storia un po’ complessa e segue un po’ la tradizione delle suite dei New Trolls, tipo “Le Roi Soleil”, metà in inglese e metà in francese. È ispirata alla musica nordafricana e parla della ricerca dell’acqua».

Pubblicato su Il Messaggero Veneto