• Home
  •  > Notizie
  •  > Competente e generosa, era stata più volte premiata per l’impegno nel lavoro: ecco chi era la poliziotta morta per salvare dalle fiamme i suoi boschi

Competente e generosa, era stata più volte premiata per l’impegno nel lavoro: ecco chi era la poliziotta morta per salvare dalle fiamme i suoi boschi

UDINE. «Grazie Elena per la tua generosità. Resterai sempre tra noi». Il giorno dopo la disgrazia in cui ha perso la vita nei boschi di Cialla, a Prepotto, la poliziotta e coordinatrice distrettuale della Protezione civile, Elena Lo Duca, 56 anni, residente a Udine ma abitante a Prepotto, le parole vengono soffocate dal dolore per la perdita di una madre e moglie, di una figlia, una sorella, una collega e amica, «una donna molto ferma di carattere, un esempio per il sistema di Protezione civile che mancherà molto». Così il vice presidente della Regione con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi.

Le bandiere a mezz’asta nella sede della Protezione civile di Palmanova e il lutto cittadino a Prepotto sono piccoli gesti rispetto a quanto ha dato alla comunità Elena. L’assessore è in contatto con la questura di Udine per capire come la famiglia intenda organizzare la cerimonia funebre. Una cosa è certa: Elena sarà ricordata come merita.

Il dolore

La morte della poliziotta in servizio al commissariato di Cividale è impossibile da accettare. Il marito Gianluca Quercig e la figlia, la sorella e la mamma di Elena, come tutti gli amici e gli altri parenti si sono chiusi in un rigorosissimo silenzio.

Piangono e riflettono ponendosi un’unica domanda: «Come è potuto accadere?». Il quesito è lecito perché Elena era una delle donne e delle volontarie più rispettosa delle regole, più precise e scrupolose.

«La disgrazia è accaduta in una radura da bonificare dalle tracce lasciate dall’incendio. Finito il suo turno in commissariato, Elena si era precipitata sul posto per ammassare le ramaglie in un luogo dove l’incendio era stato domato.

«Indossava tutti i presidi di sicurezza – sottolinea Riccardi –, era una persona molto competente, attenta al sistema di sicurezza, aveva seguito tutti i corsi di formazione, era molto precisa. I nostri esperti non hanno mai visto una cosa del genere e per questo non sanno dare risposte sull’accaduto».

La morte di Elena ha colpito tutti nella Protezione civile, ha colpito soprattutto i volontari dei gruppi che la poliziotta coordinava.

In Questura

Dal questore, Manuela De Bernardin Stadoan, al vicequestore aggiunto, Michelangelo Missio, anche in questura la perdita di Elena è inaccettabile.

A parlare per tutti è il commissario capo della Polizia, Mara Lessio, funzionario addetto alla divisione anticrimine: «Elena era molto generosa, tutti la ricorderemo per la sua predisposizione, per l’altro che lei amava aiutare. È stata sempre una collega che ha messo l’altra persona di fronte a tutti».

Elena aveva seguito le orme del padre, pure lui poliziotto in questura a Udine. Aveva scelto e percorso questa strada con determinazione, l’aveva fatto nel 1989 frequentando il corso per allievi agenti di Trieste.

Al termine del percorso formativa era stata assegnata alla Questura di Udine, dove aveva svolto diversi ruoli: dalla divisione anticrimine e misure di prevenzione era passata all’ufficio immigrazione e al servizio di ordine pubblico.

Nel 1999 venne trasferita al commissariato di Cividale. Qui si era specializzata in amministrazione anche se nell’ultimo periodo gestiva l’organizzazione dei servizi di tutto il commissariato. Aveva appena vinto il concorso per sottufficiale e si apprestava a iniziare il corso di formazione per vice sovrintendente.

In oltre 30 anni di servizio Elena aveva ricevuto le medaglie di bronzo e d’argento per merito di servizio e la Croce di bronzo per anzianità di servizio. Erano dei riconoscenti di cui la poliziotta volontaria della Protezione civile andava fiera, sempre con umiltà e altruismo.

Con lo stesso atteggiamento, lo scorso anno, Elena aveva ritirato dalle mani del prefetto, Massimo Marchesiello, l’onorificenza al merito della Repubblica italiana.

«Elena – continua Lessio – era vicina a chi aveva bisogno di aiuto, il suo obiettivo è sempre stata quello di essere utile alla collettività, donava il proprio tempo a chi ne aveva bisogno, a chi era senza speranza.

Era una persona molto generosa e di questa generosità continueremo a beneficiare tutti, tanti, lei resterà vicino a noi». Non aggiunge altro Lessio, visibilmente commossa preferisce ricordare la collega per la sua capacità di aiutare gli altri.

A Prepotto

Nel comune dove Elena aveva deciso di vivere da quando lavorava al commissariato di Cividale, il dolore si tocca con mano. La sindaca Mariaclara Forti, ha creato un cordone di protezione a tutela della famiglia che, anche in questa circostanza, preferisce la discrezione che aveva caratterizzato il modo di essere di Elena.

«Ci stiamo organizzando per proclamare il lutto cittadino nel giorno del funerale», afferma la sindaca nel ricordare con quanto amore Elena si spendeva per il bene dei cittadini del Friuli Venezia Giulia e delle altre regioni italiane in cui era stata chiamata a operare in presenza di emergenze.

L’incidente

Sulle cause dell’incidente stanno indagando i carabinieri, al momento la Procura non ha aperto alcun fascicolo.

La normativa anticendio affida la gestione degli interventi al direttore delle operazioni di spegnimento (Dos), ruolo questo che, generalmente, viene svolto dal comandante della stazione forestale. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicato su Il Messaggero Veneto