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Addio a Umberto Sartori, storico oste del “Marinaio”

UDINE. Amava definirsi semplicemente «oste». Eppure Umberto Sartori, morto martedì 12 luglio, a 81 anni, è stato molto di più. Certo, l’epicentro di ogni sua attività era proprio il bancone dell’osteria Al Marinaio, lo storico locale di Borgo Grazzano, che il papà di Umberto aveva rilevato all’alba degli anni Sessanta.

Ma Sartori è stato pure animatore dell’Udinese club nato proprio tra i tavoli dell’osteria, orgoglioso alpino (e componente attivo del Gruppo delle penne nere del capoluogo) e patron di una squadra amatoriale di calcio, che ha annoverato negli anni anche professionisti e volti noti del Borgo.

Facile immaginare che saranno tanti a salutarlo per l’ultima volta nella chiesa di San Giorgio Maggiore, dove saranno celebrati (probabilmente giovedì) i funerali.

Dopo aver frequentato il Bertoni aveva lavorato come garzone di bottega all’alimentari Cainero, a Sant’Osvaldo. Esperienza lavorativa galeotta, visto che proprio di fronte al negozio lavorava Elsa, cameriera all’osteria Agli Amici e diventata sua moglie nel 1965.

Nel frattempo Umberto approda in via Grazzano, con il papà e il fratello Fausto: assieme gestiscono fino al 1981 l’osteria Al Marinaio. Dagli anni Ottanta e fino al 2001 saranno poi proprio Umberto ed Elsa a farsi carico del locale, che pur non essendo più gestito da allora dai Sartori è ancora di proprietà della famiglia.

«L’osteria era un salotto pittoresco, al quale si affacciavano personaggi in vista e persone comuni – ricorda la figlia Laura –. Papà presidiava da dietro il bancone: affettava il prosciutto, preparava la polenta, mesceva il vino e guidava gli avventori alla scoperta dei piatti tipici della tradizione, dall’orzo e fagioli al baccalà, fino ai nervetti, autentico cavallo di battaglia di mamma Elsa».

E di cui andava ghiottissimo anche il sindaco Angelo Candolini: «Non era raro vedere la sua Citroen Pallas posteggiata fuori dal locale», rievoca ancora Laura, ricordando come sotto la gestione di papà Umberto il Marinaio fosse anche meta prediletta di calciatori e dirigenti dell’Udinese: Giacomini, Ulivieri, Orlando, Manente, Braida, tanto per citarne alcuni.

Sartori era stato anche orgogliosamente alpino e nel 1996, quando l’Adunata nazionale approdò a Udine, coordinò l’attività dei chioschi lungo il percorso.

Dopo la meritata pensione si era ritirato con la moglie Elsa (da cui ha avuto Paolo, oltre alla già citata Laura) e aveva acquistato un camper, per dedicarsi finalmente a un’altra grande passione: i viaggi.

Pubblicato su Il Messaggero Veneto