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Muore in cantiere per colpo di calore, il datore di lavoro a processo

L’operaio lavorava con il martello pneumatico sulla strada. Colto da malore, è deceduto in ospedale: aveva 35 anni

PASIANO. C’erano 34 gradi e il 55% di umidità, il 30 luglio 2020. Nel cantiere in via Cornizzai a Pasiano, stava lavorando Costel Mereuta, 35 anni compiuti da 16 giorni, di origine romena. Era adibito all’uso di un martello demolitore sulla pavimentazione stradale.

Alle 16.45 è stato colto da un malore. Alle 18.50 è deceduto all’ospedale di Pordenone. Dall’esito degli accertamenti e dell’autopsia, eseguita dal medico legale Michela Frustaci, il pm Andrea Del Missier ha concluso che l’operaio ha accusato un colpo di calore, con ipertermia e riflessi sul sistema cardiocircolatorio, dal quale è derivato l’arresto cardiaco e quindi il decesso.

Il suo datore di lavoro ieri è stato rinviato a giudizio dal gup di Pordenone Rodolfo Piccin. Il processo comincerà il 21 novembre al tribunale in riva al Noncello. I familiari della vittima si sono costituiti parte civile con l’avvocato Christian Vannucchi del foro di Prato.

La procura ha contestato ad Antonio Provenzano, 51 anni, di Grantorto, legale rappresentante della Pmd Energia srl, il rapporto di causalità in relazione all’ipotesi di omicidio colposo.

Il reato viene integrato solo se l’evento dannoso è conseguenza di un’azione o omissione dell’imputato. In dibattimento la difesa avrà modo di presentare le proprie argomentazioni a discarico.

Non è stato possibile raccogliere ieri le dichiarazioni dell’avvocato Paolo Burlinetto, del foro di Padova, difensore dell’imputato: abbiamo più volte a contattarlo in studio, ma non era raggiungibile.

La tesi dell’accusa, che dovrà però passare al vaglio del tribunale, è che il titolare della posizione di garanzia non abbia predisposto servizi igienico-assistenziali a disposizione dei lavoratori impiegati nel cantiere stradale e non abbia tenuto in adeguata considerazione le influenze atmosferiche, suscettibili di compromettere la sicurezza e la salute dei lavoratori.

In particolare il sostituto procuratore Del Missier ha contestato all’imputato di non aver previsto la sospensione delle lavorazioni durante le ore centrali della giornata.

Gli inquirenti hanno ricostruito che Mereuta ha iniziato il turno di lavoro alle 7.30, ha fatto la pausa pranzo dalle 12 alle 13, durante la quale i lavoratori sono rimasti nei pressi del cantiere.

Sul posto hanno effettuato sopralluoghi i carabinieri della stazione di Prata e i tecnici dell’azienda sanitaria del Friuli occidentale. Il pm ha ricordato nel capo di imputazione che per la giornata del malore era stata emessa un’allerta meteo.

La procura ha inoltre ipotizzato la violazione di tre prescrizioni della normativa sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro (la 81/2008): non aver sottoposto a visita medica preventiva il dipendente per valutare l’idoneità alla mansione e l’assenza di controindicazioni al lavoro; non aver messo a disposizione dei lavoratori servizi igienico-assistenziali prontamente disponibili; non aver curato la protezione dei lavoratori contro le influenze atmosferiche. 

 

Pubblicato su Il Messaggero Veneto