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Addio a Ferruccio Zanutta, uomo di sport e titolare del negozio K2: fu dirigente di Coni e Fisi

UDINE. Lo sport come filo rosso di un’esistenza intera. Ferruccio Zanutta, morto domenica mattina a 90 anni, aveva unito il dovere e il piacere, il lavoro e la passione. Per generazioni di atletici friulani è stato il “virgilio” capace di guidare l’acquisto di ogni genere d’attrezzatura sportiva.

Per quasi cinquant’anni, assieme alla moglie Renata e al fratello Glauco, ha consigliato migliaia di acquirenti che si rivolgevano al K2, il suo negozio, in via Poscolle, che si appresta a tagliare il traguardo dei sessant’anni di attività (lo farà nel 2024) con la figlia Simona alla guida.

Zanutta nacque il 20 marzo 1932 proprio in via Poscolle. Lì era tornato, dopo aver frequentato il liceo classico Stellini e lavorato per un periodo all’Unione Farmacisti. Proprio in via Poscolle da un’idea di Glauco era nato il K2, negozio di articoli sportivi che deve il nome all’impresa di Lino Lacedelli - buon conoscente dei fratelli - che esattamente dieci anni prima dell’apertura del punto vendita aveva conquistato la vetta del Karakorum 2.

Ferruccio si trovò poi a dover assumere le redini dell’attività quando nel 1983 Glauco perse la vita precipitando in un saracco in Svizzera. Pochi anni prima i due aprirono a Tarvisio lo skilift dell’Angelo, gestito per diversi anni. Ferruccio fu per decenni skiman di atleti affermati e fino alla soglia degli ottant’anni si adoperò ancora per preparare l’attrezzatura destinata alle gare di sci.

Fin qui il lavoro. E poi va raccontata la passione, altrettanto viscerale, per la montagna e per il mare, che lo ha accompagnato ugualmente per tutta la vita. In barca a vela ha solcato le acque di mari e oceani: come quando, per festeggiare i cinquant’anni, con un gruppo d’amici si concesse un mese di navigazione nel mar dei Caraibi.

E poi gli adorati monti: nell’inverno del 1976, con un manipolo di fedelissimi, noleggiò un pulmino Volkswagen e si avventurò fino a Capo Nord, per posizionare una croce in ferro a imperituro ricordo delle vittime del sisma.

Presidente dello Sci Club Pasian di Prato, componente dei direttivi provinciali di Coni e Fisi, nel 2010 aveva perso l’amata moglie Renata Della Siega.

Oggi lascia le figlie Federica, Stefania e Simona. «Papà era una persona sincera, tranquilla, incapace di provare rabbia o risentimento: non l’abbiamo mai visto arrabbiato, mai sentito parlare male di qualcuno», lo ricordano le sue ragazze. I funerali saranno celebrati domani alle 10.30 al Tempio Ossario.

Pubblicato su Il Messaggero Veneto