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Il fratello di Liliana Resinovich, trovata morta in un sacco nero: «Il comportamento del marito non è stato normale»

TRIESTE. «Che cosa voleva? Un premio? Il comportamento che ha tenuto fino ad oggi non è normale, almeno secondo me». Le parole del fratello di Liliana Resinovich nella puntata di ieri sera della trasmissione “Chi l’ha visto?” non lasciano spazio ad interpretazioni. Il dito della famiglia Resinovich punta dritto verso il marito della donna, Sebastiano Visintin.

La conduttrice Federica Sciarelli, nel corso della trasmissione, ha riferito a Sergio Resinovich delle parole del marito al temine delle esequie. Parole che facevano riferimento alla freddezza di molti dei presenti nei suoi confronti. È a quel punto che il fratello ha dato quella risposta inequivocabile.

Sergio ha mostrato alcuni messaggi scambiati con la sorella la sera prima della scomparsa: toni sereni, che non facevano presagire nulla di strano. L’uomo non crede all’ipotesi del suicidio.

«Avrebbe lasciato un messaggio a me o alla nipote, escludo si sia suicidata», ha sostenuto. È poi emerso come siano stati lo stesso fratello e i vicini di casa ad aver insistito affinché Visintin sporgesse denuncia lo stesso giorno della scomparsa di Lilly, il 14 dicembre. Lui avrebbe atteso il giorno successivo. Nel corso della trasmissione, ripercorrendo il tratto di strada che dalla casa dei Visintin in via Verrocchio porta a piazzale Gioberti, è stato evidenziato come solo la videocamera di un autobus abbia ripreso per pochi istanti Lilly mentre attraversa la piazza, come tra l’altro svelato dal nostro quotidiano. Come mai, oltre la piazza, la donna non è entrata nell’obiettivo delle videocamere di altri mezzi della Trieste Trasporti? Qualcuno l’ha intercettata e l’ha fatta salire in automobile? —

Pubblicato su Il Messaggero Veneto