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Insegnante di 45 anni trovata morta in casa: si fa strada l’ipotesi di una fatalità

ZOPPOLA. Nessun elemento porta a pensare che nella morte di Alessandra Francescutti, spirata a 45 anni in casa sua sabato 19 settembre, ci siano cause esterne o responsabilità di terze persone.

L’ipotesi più accreditata è quella di una tragica fatalità – forse un malore, forse una caduta – ma la certezza si avrà solo al termine degli accertamenti disposti dagli investigatori: in primis l’esame autoptico, fondamentale per fare chiarezza sulle cause della morte.

Quella tra sabato e domenica è stata una lunga notte per via Panciera a Zoppola, dove l’insegnante viveva insieme al marito e al figlio, e che ha visto impegnati fino a tardi i carabinieri, alte cariche comprese. Presenti il comandante provinciale Luciano Paganuzzi, il comandante del Nucleo investigativo Pierluigi Grosseto, il comandante della compagnia di Pordenone Luciano Summo, l’aliquota Radiomobile, i militari della stazione di Fiume Veneto, le tute bianche del Nucleo investigativo, i medici legali Giovanni Del Ben e Lucio Bomben.

Sul posto è arrivata anche il sindaco Francesca Papais insieme alla polizia locale. Dei fatti è stato tempestivamente informato il pubblico ministero Monica Carraturo.

Ore di intenso lavoro che hanno consentito di iniziare a fare chiarezza su una morte che inizialmente aveva sollevato dei dubbi. Il corpo dell’insegnante è stato trovato a terra. Secondo una prima ricostruzione a scorgerla prona sul pavimento della cucina, dove nulla era fuori posto, è stato il marito Michele Venier, che ha dato immediatamente l’allarme. Erano circa le 18.30.

I soccorritori hanno tentato l’impossibile per rianimare la 45enne, purtroppo senza successo. A terra era presente del sangue: un elemento che, insieme alla posizione del corpo, forse spostato durante i soccorsi, ha portato gli investigatori ad accurati accertamenti per capire come, e perché, la 45enne sia morta.

Il marito della donna è stato portato in caserma, dove è stato sentito come persona informata sui fatti fino a tarda sera. La casa, nel frattempo, è stata posta sotto sequestro per consentire agli investigatori di raccogliere tutti gli elementi utili.

Gli accertamenti effettuati hanno consentito di escludere responsabilità di terze persone: al momento non risultano indagati. Potrebbe essersi trattato di una tragica fatalità, ma la certezza arriverà solo con l’autopsia, per la quale i familiari verranno invitati a nominare un perito tecnico di parte. Un esame che si spera possa dare le risposte che molti attendono. —

 

Pubblicato su Il Messaggero Veneto