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Un 43enne ucciso di botte all’ex Ideal di Nova Gorica

Omicidio in una vecchia fabbrica dismessa che si trova non lontano dal QLandia L’uomo deceduto è di Vrtojba. Sospettati un 23enne e un 41enne sloveni

Francesco Fain

Massacrato di botte. Anche se sarà l’esame autoptico a chiarire con certezza il quadro, non sembrano esserci dubbi a Nova Gorica riguardo le cause che hanno portato alla morte di un 43enne di Vrtojba. L’allarme è scattato lunedì scorso. All’interno di una fabbrica dismessa, l’ex Ideal, che si trova non lontano dal centro commerciale “QLandia”, molto frequentato dalla clientela goriziana e isontina, è stato trovato un uomo agonizzante, in gravissime condizioni.

A raccontare le circostanze il quotidiano della comunità slovena Primorski Dnevnik. Va detto, per inciso, che l’ex stabilimento - oggi completamente abbandonato e in preda al degrado - è stato trasformato, negli ultimi anni, in una sorta di punto di incontro di tossicodipendenti e persone poco raccomandabili. L’uomo (risultato poi essere un quarantatreenne di Vrtojba, di cui non sono state fornite né le generalità, né le iniziali) è stato immediatamente soccorso dal personale medico e infermieristico dell’ospedale di Sempeter. Una volta stabilizzato, è stato trasportato a sirene spiegate al reparto di Terapia intensiva dell’ospedale sloveno che dista pochi passi da via Vittorio Veneto.

Ma da quel momento, le sue condizioni sono ulteriormente peggiorate, nonostante il prodigarsi di medici e specialisti. Mercoledì è sopraggiunto il decesso e ieri si è diffusa la notizia anche a Gorizia. Troppo gravi le ferite e le lesioni rimediate in quello che pare essere stato un feroce pestaggio.

Le forze dell’ordine hanno immediatamente fatto partire le indagini e, da quanto filtra dalla vicina Slovenia, pare siano due i sospettati: un ventitreenne e un quarantunenne che frequentavano abitualmente quel posto. Le bocche degli inquirenti d’oltreconfine rimangono, come da tradizione consolidata, rigorosamente cucite. Nessuna dichiarazione, nessuna conferma, nessuna smentita. Tutto è coperto dal più stretto riserbo. Ma il Primorski Dnevnik sostiene che l’accusa si sarebbe trasformata da omicidio colposo in omicidio volontario: il che aggraverebbe ulteriormente la posizione dei due principali sospettati. Va detto che entrambi sono di nazionalità slovena (come, del resto, il quarantatreenne deceduto), ma non è dato sapere di quale città o paese sono originari. Esclusa recisamente la partecipazione al fatto di sangue di cittadini italiani che, a malapena, sanno dell’esistenza di quel posto che, lo ripetiamo, non si trova nelle vicinanze del principale centro commerciale di Nova Gorica. Altro punto: l’esame autoptico non è stato ancora effettuato ma sarà determinante per chiarire tutti i dubbi sul decesso.

Tornando indietro con la memoria, era il 2014 quando si registrò un altro omicidio a Nova Gorica. In quell’occasione, un ventunenne del posto accoltellò a morte un trentatreenne, pure lui originario e residente nella città d’oltreconfine. —

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Pubblicato su Il Messaggero Veneto