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Una notte di dolore e di tristezza con familiari e amici dell'insegnante morta a 45 anni

ZOPPOLA. Incredulità e tristezza. Una domenica di fine estate che Zoppola non dimenticherà: la morte, a 45 anni, di Alessandra Francescutti ha lasciato sgomenta la comunità. Dopo la serata e la notte di sabato, a distanza di poche ore dal ritrovamento del corpo senza vita dell’insegnante originaria di Casarsa nella sua abitazione in via Panciera, ieri in paese tanti erano attoniti.

Lei e il marito, l’artigiano Michele Venier, e il loro bimbo non si vedevano molto in giro, conducevano una vita riservata: famiglia e lavoro, qualche svago, come la recente vacanza al mare. Gli ultimi momenti felici, prima della tragedia che ha spezzato la vita di Alessandra, la quale aveva ripreso a insegnare da pochi giorni, alla primaria di San Vito al Tagliamento, e mutato il corso di quelle dei suoi affetti più cari.

Poche ore prima, il sabato sera, fuori dalla casa in via Panciera c’erano i genitori. Il padre, Giovanni, è vicepresidente della sezione provinciale degli alpini, la madre Anellina Colussi è una nota e apprezzata poetessa in lingua friulana, la sorella Elena lavora all’ufficio cultura del Comune di Pordenone. Con loro altri parenti, amici, il sindaco Francesca Papais, rimasta sul luogo della tragedia sino a tardi.

Un dolore composto, quello dei familiari. Cercavano di farsi forza l’uno con l’altro, abbracciandosi per scacciare via i demoni, tentando di trovare risposte a domande troppo grandi. Sguardi bassi, il dolore mascherato dal buio della notte, ma presente, intenso.

Il padre di Alessandra in attesa di notizie dai carabinieri, la madre impegnata nell’accudire il nipote. La sorella seduta su un marciapiede, le mani sul volto, le lacrime: accanto a lei un’amica, incapace di consolarla perché inconsolabile.

Poco dopo la mezzanotte, l’arrivo di Mauro, un amico di infanzia di Michele Venier. «Abbiamo bevuto un caffè insieme verso le 18.30 – ha raccontato –. Poi ci siamo salutati: mi ha scritto alle 21.29 “Ale è morta”». —

 

Pubblicato su Il Messaggero Veneto