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In tanti per l'addio ad Alessandro, la moglie: "Ho detto a mio figlio che il papà è stato chiamato dal Signore a lavorare lassù, tra le nuvole"

A Lignano celebrati i funerali di Poiana, il 43enne originario di Tavagnacco che ha perso la vita nell’incidente stradale accaduto il 18 maggio a Castions di Strada

LIGNANO. Come il “vento che non si vede, ma c’è ed è forte”, Alessandro “nella sua invisibilità non è assente, anzi, è vivo e presente più che mai”. Con queste parole don Angelo Fabris, il parroco di Lignano Sabbiadoro, ha ricordato Alessandro Poiana, il 43enne originario di Tavagnacco che ha perso la vita nell’incidente stradale accaduto il 18 maggio a Castions di Strada.

Erano poco meno di trecento le persone che, nel pomeriggio di lunedì 1 giugno, hanno partecipato al funerale, celebrato nella chiesa di San Giovanni Bosco: all’interno e all’esterno, distanziate e con la mascherina sul viso, ma vicinissime con l’animo e il cuore per dire addio a un figlio, un marito, un papà e un amico.

Il parroco – letto il passo del Vangelo di Giovanni dedicato all’ascensione di Gesù - ha voluto restituire ai presenti una lettera, scritta da Isabella, la moglie di Alessandro. Nel testo si raccontano i dolorosi momenti vissuti con i figli dopo l’incidente.

“Ho detto al più grande che il papà era stato chiamato dal Signore a lavorare lassù, tra le nuvole: aveva bisogno di una persona come lui, alto, forte, buono, fedele, generoso, senza fronzoli – si legge nella lettera -. Due angioletti con ali bianche e grandi lo hanno preso per mano, sono passati a prenderlo e gli hanno insegnato a volare in cielo: lui non c’è fisicamente, ma fino a quando batteranno i nostri cuori, ci sarà”.

Parole commoventi che don Angelo ha commentato brevemente: “Questa testimonianza vale più di molte prediche – ha detto il parroco -. Alessandro, come Gesù nell’ascensione, ha trovato un altro modo di essere presente: Gesù stava con loro e ora abita in loro, Alessandro stava con voi, ora abita in voi”.

 

Pubblicato su Il Messaggero Veneto