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Addio alla maestra Lilli Insegnò 33 anni a Porcia «Lei è stata un simbolo»

Liliana Schiavon è scomparsa a 99 anni. Domani i funerali «Il primo giorno il bidello mi vide e disse: «Mi chiami, se serve»

porcia

Era la decana delle maestre elementari di Pordenone, ha insegnato a generazioni di bambini ed era diventata il simbolo di una scuola che non c’è più e di esemplare attaccamento alla professione.

A 99 anni anni se ne è andata ieri Liliana Schiavon Bernardis, madre di Giuseppe Bernardis, già comandante delle Frecce Tricolori ed ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica.

Una storia quella di Liliana Schiavon Bernardis che ha percorso quasi tutto il ’900. Liliana era la maestra Lilli per i tanti suoi allievi. Era nata nel 1920 a Pordenone in via Cappuccini «che all’epoca – ricordò qualche tempo fa in una intervista al periodico La Città – era come la via Gluck, una strada al limitare della città, che si perdeva tra i campi, tra boschetti e risorgive».

Si era diplomata maestra all’istituto Percoto di Udine. Nel 1938 aveva avuto la sua prima supplenza alle scuole elementari di Pordenone che all’epoca erano all’ex convento (oggi biblioteca) in piazza XX Settembre.

«Ricordo – raccontò ancora – lo stupore del bidello quando mi vide, così giovane ed esile, un po’ spaesata. Orpo, le è capitata una quinta di maschi, mi disse. Se ha bisogno mi chiami. In effetti dovetti chiamarlo. Perché trattenere quella classe di ragazzotti, molti dei quali già di 13 o 14 anni, non sarebbe stato facile per nessuno. Per fortuna quell’uomo alto, magro ma vigoroso, agì con decisione per rimettere le cose a posto».

Dopo Pordenone, durante la guerra, fu chiamata per altre supplenze a Rondover e a Prata. La maestra Liliana Schiavon percorreva la distanza tra casa a Pordenone e scuola in bicicletta, con il pericolo di bombardamenti.

Si era anche iscritta all’università di Venezia, dove studiava tedesco e spagnolo. Proprio la conoscenza del tedesco le tornò utile alla fine del 1943. Era impegnata con la Croce rossa a aiutare i militari italiani diretti verso i campi di prigionia in Germania. «Parlavo tedesco – raccontò – ed ero incaricata di parlare con i militari della Wermacht».

Dopo la guerra, dopo le supplenze, nel 1948 aveva ottenuto il posto di ruolo alla scuola elementare di Porcia, città dove viveva dopo il matrimonio con Gaetano Bernardis e dove ha insegnato fino alla pensione nel 1981. Dal matrimonio sono nati 4 figli: Giuseppe, già capo di stato maggiore dell’Aeronautica, Roberto, Gianni e Maria Pia. Lo scorso anno la sezione di Pordenone della Fidapa (Federazione italiana donne arti professioni affari) le aveva conferito il premio Vittoria Alata che viene assegnato alle donne che si sono distinte nella professione.

I funerali saranno celebrati domani alle 15.30 nel duomo di San Giorgio a Porcia, dove salma arriverà dalla Prosdocimo Funeral Home. Il rosario sarà recitato oggi alle 19 in chiesa. –

Pubblicato su Il Messaggero Veneto