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Avvelenamenti dal gas Le stufe malfunzionanti sono un “killer” silenzioso

In casa numerosi pericoli, un incendio su quattro tra le mura domestiche Un potenziale rischio anche le apparecchiature elettriche

Un incendio su quattro si sviluppa tra le mura domestiche. Dove la sicurezza percepita dovrebbe essere un dogma, lì si annidano i pericoli più reconditi: prese della corrente, canne fumarie, apparecchi elettrici. E le sigarette. Nel corso del 2019 i vigili del fuoco del comando provinciale di Udine sono intervenuti in sette circostanze per roghi causati da mozziconi di “bionde” caduti accidentalmente su pavimenti o suppellettili.

Annus Horribilis

Quello andato in archivio da un paio di settimane è stato un “annus horribilis” in Friuli Veneziz Giulia per quanto riguarda le disgrazie causate da fumatori disattenti: due morti nel Pordenonese, una donna intossicata a Udine, un garage incenerito sempre nel capoluogo friulano, soltanto a spulciare le cronache. L’alba del 2020 è stata da incubo, caratterizzata con la tragica morte dell’anziano di Porpetto mercoledì. E i dati relativi all’attività dei vigili del fuoco confortano la sensazione di un trend in preoccupante ascesa.

Mozziconi fatali

«C’è da considerare che nella maggioranza dei casi i piccoli roghi e le bruciature causati dalla caduta di un mozziconi vengono gestiti direttamente dagli inquilini degli appartamenti, senza il nostro intervento», spiega il funzionario dei vigili del fuoco udinesi, Valmore Venturini. Nei database dei computer del comando di via Popone risultano sette interventi per incendi innescati da sigaretta: «Sono certamente di più – garantisce Venturini – perché non in tutte le schede viene inserito nel dettaglio l’intervento. Come mettersi al riparo da sorprese? Tenendo la guardia alta, evitando di fumare se assonnati e cautelandosi in caso di presenza di persone con ridotta capacità motoria».

apparecchi elettrici

C’è un prezzo da pagare per il progresso tecnologico. Ed è quello di un’implicita accettazione di esporsi ai rischi di possibili malfunzionamenti degli apparecchi ormai imprescindibili tra le mura di casa. Televisioni, lavastoviglie, lavatrice, asciugatrice, ferri da stiro, impianti hi-fi, cappe di aspirazione, fornelli a induzione, microonde, forni, fino ai computer, agli apparecchi per la diffusione del segnale wi-fi e gli assistenti vocali. Sempre più moderni, sempre più connessi, sempre più elettrici. Con tutti i rischi che questo comporta: «Il 10 per cento degli incendi casalinghi è causato da problematiche di natura elettrica», riferisce il funzionario dei vigili del fuoco. «A volte il malfunzionamento è causato da guasti all’impianto, ma capita che il guaio nasca proprio da un apparecchio», indica Venturini. I consigli? Evitare di sovraccaricare le prese, spegnere i dispositivi quando ci si allontana da casa e staccare gli impianti sensibili, come l’antenna dlla televisione, in caso di assenza prolungata. Da tenere sempre sotto stretta osservazione i cosiddetti grandi elettrodomestici, più soggetti a sovraccarico.

canne fumarie e stufe

C’è quindi la partita degli impianti di riscaldamento. Una questione annosa, sulla quale l’informazione non pare mai essere sufficiente, a giudicare dal numero costantemente consistente di intossicazioni da monossido. Anche ieri due persone a Sesto al Reghena sono state portate all’ospedale di Trieste: hanno respirato il monossido di carbonio che si è formato a causa del malfunzionamento del riscaldamento della loro abitazione. «C’è maggiore attenzione rispetto al passato, ma molto resta ancora da fare – spiega Venturini –. Le canne fumarie costituiscono uno dei principali talloni d’Achille: la loro manutenzione è spesso insufficiente e le stesse scelte di installazione, con la diffusione delle canne fumarie in metallo, non sono garanzia di funzionamento perfetto». Nel solo 2019 i vigili del fuoco sono intervenuti 95 volte per domare roghi sprigionatisi da camini. E c’è anche l’accensione delle stufe: un gesto apparentemente innocuo, reso pericolosissimo dall’uso di combustibili per ravvivare le fiamme. —

Pubblicato su Il Messaggero Veneto