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Non rientra al lavoro dopo le feste, trovata morta la ex compagna di Umberto Tozzi

Serafina Scialò, aveva 63 anni. Da lei il cantante ebbe il suo primo figlio. Lavorava a Udine all'educandato Uccellis

UDINE. All’Educandato Uccellis, dove lavorava come collaboratrice scolastica, si erano preoccupati perché non la vedevano da giorni. E qualcuno dei responsabili dell’istituto ha chiesto un controllo alle forze dell’ordine. Serafina Scialò, classe 1956, è stata trovata senza vita venerdì pomeriggio, 17 gennaio, all’interno del suo appartamento di via Percoto. Era molto conosciuta in città per essere stata, molti anni fa, compagna del popolare cantante Umberto Tozzi. Dalla loro unione nel 1983 è nato il primo figlio dell’artista, Nicola Armando Tozzi.

Poco dopo le 17 di venerdì nella strada che si trova nelle vicinanze della stazione sono arrivati i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile insieme ai colleghi della stazione di Udine. Ed è stato richiesto anche l’intervento di un’ambulanza e, per l’eventuale apertura della porta, dei vigili del fuoco.

Nel frattempo, sono stati contattati anche i familiari della donna. Quando è stato possibile accedere all’alloggio, il personale sanitario non ha potuto far altro che constatare il decesso che, stando ai primissimi accertamenti effettuati dagli stessi soccorritori e dagli investigatori, sarebbe avvenuta per cause naturali. I carabinieri – coordinati dal comandante Antonio Tomaiuolo – hanno subito informato il magistrato di turno della Procura di Udine che ha autorizzato la rimozione della salma, poi trasferita nella camera mortuaria del cimitero cittadino.

Umberto Tozzi conobbe la giovane Serafina Scialò – originaria della provincia di Catanzaro – in uno dei periodi più belli della sua lunga e brillante carriera musicale, dopo il grandissimo successo, per esempio, di canzoni indimenticate come “Gloria” e “Ti amo”. Lei cantò anche con Umberto nella canzone intitolata “Tre buone ragioni”.

Prima di prendere servizio all’Uccellis, Serafina Scialò aveva lavorato anche in altre scuole, per esempio al Bachmann di Tarvisio. Nella foto profilo della sua pagina Facebook c’è una sua foto giovanile: bruna, occhi grandi, espressione dolce e una frangetta sbarazzina. E proprio al social lei, soprattutto ultimamente, affidava i suoi pensieri e ne aveva rivolti di affettuosi non solo ai suoi cari, ma anche alla bambina dell’Uccellis che lo scorso novembre ha tragicamente perso la vita, schiacciata sotto il peso di un’acquasantiera, mentre si trovava nella chiesetta adiacente all’Educandato.

Pubblicato su Il Messaggero Veneto