• Home
  •  > Notizie
  •  > Anziana morta nel rogo Le lacrime della badante in chiesa vicino ai parenti

Anziana morta nel rogo Le lacrime della badante in chiesa vicino ai parenti

Lacrime e preghiere per l’ultimo saluto a Rosina Cecco, ieri mattina nella chiesa Beato Odorico a Pordenone, l’ostetrica in pensione di 84 anni vittima di un rogo divampato nel letto della sua casa in via Monti, il 23 novembre.

Con la famiglia c’era anche la badante, Bella Tskhadaia, che si trovava con lei al momento dei fatti e che ha partecipato al rito funebre con i residenti del quartiere. «La morte di Rosina – ha detto una sua storica amica in viale Libertà – è un dolore tremendo per i figli e una sciagura per la badante Bella Tskhadaia, indagata per omicidio colposo. Ha partecipato anche alla recita del rosario giovedì sera e quanto accaduto dispiace a tutti perché la trattava bene, come una figlia con la madre».

Il volto della badante ieri era una maschera di dolore per la scomparsa di Rosina, sorella del defunto arciprete di San Giorgio Ennio. La donna ha lasciato i figli Mauro e Stefano, le nuore Eliana e Mary e i nipoti. Ieri Bella ha seguito il feretro con la famiglia, abbracciata ai parenti di Rosina, e all’ingresso in chiesa si è coperta il capo con lo scialle. «Non riesce a dimenticare la terribile mattina del rogo – ha spiegato un parente sul sagrato della chiesa –. Ha visto morire tra le fiamme Rosina, nel suo letto. Ha rischiato a sua volta di morire asfissiata per intossicazione da monossido e al momento è ospite a Visinale della famiglia».

I ricordi dei momenti drammatici si intrecciano con i dubbi, le ansie, l’incubo di una tragedia imprevista. «La badante non trova pace – ha confermato una vicina di casa della vittima –. Ha raccontato che dopo aver preparato la colazione per Rosina quella mattina si è assopita e poi si è svegliata con il fumo che invadeva la casa». La corsa nella camera dell’anziana e il tentativo di salvarla non sono bastati. «La badante è ancora sotto choc e dice che non riesce a pensare ad altro. Ad accertamenti conclusi, è possibile che torni nel suo Paese». —

Pubblicato su Il Messaggero Veneto