• Home
  •  > Notizie
  •  > Lo scrittore porta un fiore «Onoriamo tutti i Caduti»

Lo scrittore porta un fiore «Onoriamo tutti i Caduti»

I soldati italiani e austroungarici sono uniti nel ricordo di Emilio del Bel Belluz Negli anni ha fatto restaurare a proprie spese varie sepolture della Grande guerra



«Tanti sono i caduti, il nostro compito è di non dimenticarli»: l’esortazione arriva dallo scrittore Emilio Del Bel Belluz, il quale anche quest’anno, in occasione del 4 Novembre, ha portato un fiore sulle tombe dimenticate dei soldati della Grande guerra.

I SOLDATI

A 101 anni dalla conclusione del primo conflitto mondiale un pezzo importante di storia rimane custodito all’interno dei piccoli cimiteri locali. Del Bel Belluz, che negli anni passati ha fatto ristrutturare personalmente numerose tombe, quest’anno è rimasto piacevolmente stupito da un intrevento di sistemazione portato a termine di recente nell’area cimiteriale di Rivarotta. «In un angolo sono presenti cinque lapidi di soldati dell’impero austroungarico senza nome – afferma lo scrittore rivarottese – . Nell’ultimo mese le tombe sono state oggetto di un intervento di recupero curato dalla sezione carristi di Spilimbergo. Mi ha fatto piacere, in quanto ora sono decorose, se pensiamo che quei soldati non hanno avuto neppure la consolazione di un fiore portato dalle loro madri». Bel Belluz approfitta per segnalare altre tombe che avrebbero bisogno di un intervento di manutenzione. «Nel cimitero di Pasiano sono inumati trentatrè soldati della Grande guerra: le sepolture si trovano in uno stato di abbandono. Approfitto per lanciare un appello affinchè qualcuno doni loro un po’ di decoro».

LA BAMBINA

Sempre nell’area cimiteriale di Rivarotta, a breve distanza dalle tombe in cui riposano i cinque soldati austriaci, si trova una lapide che non passa inosservata: quella di una bambina. «Si chiamava Ida Bincoletto ed è deceduta all’età di sette anni – afferma Del Bel Belluz – . Penso sia doveroso ricordarla, considerato che sabato ricorreranno i cent’anni dalla prematura scomparsa. È stata sepolta a pochi passi dai soldati austriaci». Nella lapide si legge: “Qui riposa Ida Bincoletto, morte causata dal barbaro invasore, di anni 7, il 9 novembre 1919. Genitori e fratelli la piangono”.

L’AVIATORE

Anche a conflitto ufficialmente finito si continuava a morire per la guerra. A qualche metro di distanza c’è la tomba di un aviatore polacco di origine italiana, Bronislaw Josef Saloni, restaurata qualche anno fa da Del Bel Belluz, il quale anche quest’anno lo ha ricordato con la bandiera sabauda. «Venne fatta costruire da Ferruccio Luppis – sottolinea lo scrittore rivarottese – . Ci tengo a ricordarlo, a maggior ragione quest’anno nel quale ricorrono i sessant’anni dalla morte di Luppis, celebre personalità rimasta sempre coerente con i propri ideali, che non viene ricordata come dovrebbe essere». Intellettuale eclettico, nobile ferrarese, console di Polonia e Grecia, Ferruccio Luppis è deceduto nel 1959. —





Pubblicato su Il Messaggero Veneto