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Il velivolo ha perso potenza, poi le fiamme: così Gianluigi è morto nello schianto dell'ultraleggero

Massimo Zanetti, di Porcia, migliora ma per ora rimane in prognosi riservata Indaga la procura, atti anche all’aviazione

La perdita di potenza del motore è al momento l’ipotesi più probabile per spiegare la tragedia aerea avvenuta sui cieli di Bevazzana, in comune di San Michele al Tagliamento, in cui ha perso la vita lo scienziato Gianluigi Zanetti, originario di Porcia e residente a Cagliari. Suo fratello Massimo, 56 anni, che era ai comandi dell’ultraleggero modello Ibis immatricolato in Francia, ha riportato gravi ferite. È ricoverato all’ospedale dell’Angelo di Mestre nel reparto di terapia intensiva: le sue condizioni sono in miglioramento, ma per ora rimane in prognosi riservata.


La Procura di Pordenone ha avviato un’inchiesta, con l’obiettivo di fare chiarezza su quanto avvenuto verso le 15 di sabato. Come detto, la perdita di potenza del motore è ritenuta la causa più attendibile; bisognerà appurare perché ciò è avvenuto. Secondo diverse testimonianze raccolte dai carabinieri di Bibione, il velivolo si è incendiato dopo l’impatto con il suolo.



Massimo Zanetti è un pilota esperto: il suo brevetto è in regola, così come la revisione e i documenti dell’ultraleggero. I militari dell’Arma non sono ancora riusciti a parlare con lui, dal quale potrebbero arrivare elementi decisivi nel delineare esattamente i contorni di quanto accaduto.


Secondo una prima ricostruzione, sembra che l’ultraleggero tandem fosse partito dalla vicina aviosuperficie dell’azienda agricola Toniatti. All’improvviso l’ultraleggero è precipitato in un campo di granoturco in aperta campagna, un luogo difficilmente accessibile ai soccorritori e distante poche centinaia di metri dall'aviosuperficie. Nell’impatto con il suolo il velivolo ha preso fuoco. Per Gianluigi Zanetti, seduto sul posto di dietro e rimasto intrappolato nell’abitacolo, non c’è stato nulla da fare. Il fratello Massimo, invece, ha subito vari politraumi. Da quanto trapela, per i medici si tratterebbe di un quadro clinico complesso. I militari dell'Arma stanno continuando a sentire i testimoni. Nelle prossime ore la Procura dovrebbe disporre anche una serie di accertamenti tecnici. Mentre la salma di Gianluigi Zanetti, ricomposta nella camera mortuaria, rimane a disposizione del magistrato.


Di certo c’è che, in relazione all’incidente, sono stati interessati anche i vari enti nazionali che sovrintendono all’aviazione civile e alla sicurezza del volo, dall’Ansv all’Enac, che saranno chiamati a pronunciarsi sull’accaduto. Anche se al momento non si sarebbe ancora proceduti in tal senso, appare molto probabile che nelle prossime ore l’Ansv possa decidere di aprire una propria inchiesta, parallela a quella avviata dalla magistratura, per chiarire la dinamica dell’incidente.

D’altra parte, l’Ansv ha già avviato proprie indagini anche su altre tragedie aree avvenute in passato nel Veneto orientale, come quella costata la vita a due persone lo scorso novembre a Caorle. Nel caso dell’incidente di sabato a Bevazzana gli inquirenti hanno interessato gli enti nazionali che sovrintendono alla sicurezza del volo, fornendo loro i dati tecnici richiesti.

Pubblicato su Il Messaggero Veneto