• Home
  •  > Notizie
  •  > Automobilista notò la “gru” alzata ma non riuscì ad avvisare l’autista

Automobilista notò la “gru” alzata ma non riuscì ad avvisare l’autista

Il braccio meccanico era fuori posizione ma non è chiara la dinamica Trasmessa relazione all’Inail, il risarcimento alla compagna è a rischio 

il retroscena

Ci sarebbe stata almeno una persona che ha visto viaggiare il camion di Isontina Ambiente con il braccio meccanico alzato e avrebbe provato ad avvisare l’autista del pericolo che stava correndo, senza però riuscire a farsi notare da Giovanni Visintin, deceduto poco dopo sulla 56 Bis nello schianto contro l’impalcato del ponte di via Ressel. Il condizionale, in questo caso, è d’obbligo perché l’indiscrezione non è stata né confermata, né smentita dalle fonti ufficiali chiamate al rispetto del segreto istruttorio.

Neppure l’amministratore unico di IsA, Giulio Severo Tavella, è a conoscenza del dettaglio: «I nostri addetti hanno visto poco o niente, però la Polizia stradale è sicura di tutto, quindi è verosimile che qualcuno abbia visto il braccio del camion alzato e abbia tentato di avvisare l’autista», dice.

Sul fatto che il braccio meccanico fosse fuori sagoma, comunque, non sembrano esserci mai stati dei dubbi e questo rafforza la tesi del testimone. Rimane solo da chiarire il motivo per cui il camion di Isontina Ambiente viaggiasse in quel modo. Tra le opzioni, oltre a quella del malfunzionamento del sistema di segnalazione in cabina o quella della disattenzione dell’operatore, spunta una terza ipotesi. Non viene escluso cioè che il braccio meccanico si sia alzato nel tragitto per un qualche motivo imprecisato ancora sconosciuto. «Non sappiamo proprio cosa pensare», ribadisce Tavella.

Intanto si è svolta l’autopsia sul corpo della vittima e la Procura di Gorizia ha dato il nulla osta alla sepoltura di Visintin. Il funerale sarà celebrato domani mattina alle 9 nella chiesa di San Valeriano a Gradisca con partenza del corteo funebre dalla cappella dell’ospedale civile alle 8.40. Dramma nel dramma, se il Comune di Gorizia non avrà certo problemi a riscuotere il risarcimento per i danni al cavalcavia, benché si tratti di una mortale sul lavoro, la compagna di Visintin rischia di non ricevere neppure un euro. Isontina Ambiente ha trasmesso gli atti all’Inail, ma la coppia non era sposata e non aveva figli. Alla donna però non mancherà di certo la solidarietà dei colleghi dell’uomo che, come accade in queste occasioni, avvieranno una colletta per contribuire almeno alle spese del funerale. —

S.B.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Pubblicato su Il Messaggero Veneto