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Sospetta overdose, giovane trovato morto in un parcheggio

Xhuljano Meta, 24 anni, si era trasferito nella località friulana nel giugno 2018 La tragedia si è consumata nell’immediata periferia di San Donà di Piave

PRAVISDOMINI. Lo ha notato una donna che stava passeggiando lungo via Balliana, nell’immediata periferia di San Donà di Piave. Xhuljano Meta, 24 anni, albanese residente a Pravisdomini, era già morto a causa di una sospetta overdose da eroina. Sporgeva dalla sua auto in sosta, con la portiera aperta, una siringa ancora infilata nell’avanpiede. L’allarme è scattato immediatamente e sul posto sono giunti i sanitari del 118 con i carabinieri della compagnia di San Donà al comando del capitano Dario Russo.

Da quanto emerso, il 24enne era spirato per una sospetta overdose da eroina. Il giovane era giunto a San Donà probabilmente per acquistare la droga da uno spacciatore e iniettarla immediatamente in preda a una crisi. Contattati i familiari nella cittadina friulana, hanno confermato che il giovane faceva uso di sostanze stupefacenti da 3 anni. Sulle braccia aveva ancora i segni evidenti delle siringhe. La salma è ora a disposizione del magistrato per l’eventuale autopsia.

I carabinieri di San Donà stanno effettuando le indagini negli ambienti dello spaccio tra San Donà e Mestre. Questa è la terza overdose in un anno, a conferma che San Donà è uno dei centri principali per la cessione della droga. «Sul caso specifico non ci pronunciamo – dice il primario del pronto soccorso di San Donà, dottor Mattia Quarta – perché sono in corso indagini. Il terzo caso nel territorio, due a San Donà e uno a Jesolo, di overdose impone una riflessione sul fatto che San Donà sia una zona intermedia dello scambio tra Mestre e altri centri. L’eroina è una droga usata per calmierare gli effetti delle droghe sintetiche più eccitanti. Spesso viene tagliata con altre sostanze, come il Fentanest o altri antidolorifici oppiacei che nelle mani sbagliate possono creare effetti terribili, sino alla morte. L’eroina è già tornata in altri Paesi, come gli Stati Uniti d’America e anche la Russia. Ci sono “epidemie” a livello internazionale, con droghe create nei laboratori per spendere meno, tagliate con derivati della morfina per aumentare certi effetti. In Italia stiamo tornando agli anni Ottanta e Novanta, quando si moriva lungo le strade per overdose da eroina».

Xhuljano Meta abitava a Pravisdomini da giugno dello scorso anno. Viveva assieme alla sorella ventenne e al figlio di lei. Secondo quanto si è potuto apprendere, il giovane di origini albanesi aveva altri parenti in Italia, nella zona di Vercelli. Era titolare di un’attività di vendita auto. In paese quasi nessuno lo conosceva e in pochi lo avevano visto, nonostante la comunità albanese sia abbastanza numerosa. Nemmeno il sindaco Davide Andretta aveva mai avuto contatti con Meta: il primo cittadino è comunque scosso per l’accaduto. «Il ragazzo abitava a Pravisdomini da poco, non ho avuto il tempo di conoscerlo – afferma Andretta -. Probabilmente frequentava compagnie di altri comuni, visto che la sua esistenza si è conclusa a San Donà».

Il sindaco, quindi, opera una riflessione sul fenomeno della tossicodipendenza. «Quando accadono cose simili, traspare il disagio di una parte dell’universo giovanile. Tutte le istituzioni, dalla più grande alla più piccola, devono impegnarsi contro il problema della droga che, come abbiamo visto, colpisce anche i nostri territori». Spetterà ai carabinieri di San Donà il compito di ricostruire quanto accaduto, anche se sembra ci siano pochi dubbi sul fatto che la morte del 24enne sia stata causata da un’overdose. Un episodio che rimanda alla tragedia accaduta lo scorso ottobre alla stazione di Udine, dove una sedicenne era morta nei bagni a causa di un’overdose di “eroina gialla” (sostanza che, in particolare nel Nordest, si sta diffondendo sempre di più), e alla vicenda della 26enne di origini pordenonesi trovata morta in un appartamento di San Giorgio delle Pertiche, in provincia di Padova. E ancora c’è stato il caso di un 45enne che stava rientrando a Potenza dopo essere stato a trovare il fratello a Pordenone e il cui corpo privo di vita è stato rinvenuto nel bagno della stazione di Padova. —

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Pubblicato su Il Messaggero Veneto