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Consulenza tecnica per far luce sull’incidente in cui è morto Saby

A disporla il pm Del Missier nell’ambito dell’inchiesta per omicidio stradale aperta dalla Procura Oggi l’esame medico legale

CORDENONS

Sarà una consulenza tecnica a fare luce sulla dinamica dell’incidente avvenuto lunedì sera a Vajont, sulla strada provinciale 251, nel quale ha perso la vita Szabolcs Csak, detto Saby, il 15enne di origine ungherese residente a Cordenons. A disporla sarà il pm Andrea Del Missier, nell’ambito dell’inchiesta per omicidio stradale aperta dalla Procura. In vista degli accertamenti tecnici ripetibili la stessa Procura invierà gli avvisi di rito. Oggi dovrebbe essere invece eseguito l’esame medico legale sul corpo del giovane, dopodiché sarà dato il nulla osta alla sepoltura. I funerali verranno celebrati nella parrocchiale di Santa Maria Maggiore, nella cui scuola materna un piccolo Saby appena arrivato dall’Ungheria aveva cominciato a farsi i primi amici, «partecipando – ricorda il parroco, don Alessandro Moro – assieme alla madre alle attività della parrocchia, come le sfilate di Carnevale della nostra scuola».

Saby si era poi integrato completamente durante gli anni delle elementari, trascorsi alla scuola Duca d’Aosta, e delle medie (alla da Vinci). A giorni avrebbe dovuto cominciare il secondo anno alla scuola professionale di agraria, il Cefap di Codroipo. In quell’impatto che lo ha strappato alla vità il tempo si è fermato per chi lo ha amato tanto. Familiari e amici continuano a stringersi attorno alla mamma del ragazzo, Zsuzsanna Csak, 32 anni, al suo compagno Renato Poletto, di 55, e alla loro figlia Nora, di poco più giovane del fratello. Saby era nato in Ungheria ed era piccolo quando mamma Susanna venne da sola in Italia per cercare lavoro e una condizione migliore per loro due. Il ricongiungimento avvenne un paio d’anni dopo. Poletto e la compagna sono fidanziati da 13 anni e lavorano nell’azienda di lui, l’Eurocom di Pordenone.

Lunedì il 15enne era partito da casa verso le 18.30 assieme all’uomo che lui considerava e amava come un padre. Il solito giro per allenarsi in bicicletta – una passione che li univa – come spesso succedeva. Giunti a Vajont, avrebbero dovuto girare all’intersezione con la strada provinciale 69 (che in quel punto prende il nome di viale Erto e Casso). Fatale per il 15enne è stato l’impatto con un camion, che sopraggiungeva nella direzione opposta. Alla guida c’era l’autotrasportatore F.T., 65 anni, di Vajont, che stava tornando a casa dopo una giornata da lavoro.—

MI.BI.

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Pubblicato su Il Messaggero Veneto