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Addio al senatore Giuseppe Tonutti

E’ morto a 93 anni. In Parlamento dal 1976 al 1987. E’ stato una delle personalità simbolo della Dc a livello regionale e nazionale. Ha ricoperto l’incarico di segretario amministrativo nazionale del partito prima di Tangentopoli. E’ stato anche presidente della Crup

UDINE. E' morto all’età di 93 anni, nella sua casa di Fagagna Giuseppe Tonutti, senatore per tre legislature delle Democrazia Cristiana dal 1976 al 1987.

Nato a Udine il 19 marzo del 1925, è stato uno dei personaggi chiave della Democrazia Cristiana in Friuli-Venezia Giulia ricoprendo vari incarichi di grande prestigio: segretario regionale e segretario amministrativo nazionale quando alla guida del partito c'era Ciriaco De Mita, dall'82 all'86.

Appartenente alla corrente morotea, Tonutti era politicamente vicino a Benigno Zaccagnini, segretario del partito durante i drammatici giorni del sequestro Moro, mentre in Regione il suo riferimento fu il senatore Toros, recentemente scomparso.

Tonutti ha ricoperto incarichi di prestigio anche nei settori dell'economia e delle infrastrutture: presidente di Autovie, di Friulia, del Porto di Trieste, del Medio Credito e della Cassa di risparmio di Udine e Pordenone. E’ stato anche consigliere comunale a Udine.

I funerali saranno celebrati martedì alle 10.30 nella chiesa di San Giorgio in via Grazzano a Udine.

La sua storia polica è lunga e affonda le radici nella Resistenza. Nel 1991 entrò nell’inchiesta sull’organizzazione Gladio e venne interrogato a Venezia dal Giudice Mastelloni. In quell’occasione Tonutti ammise di esser stato contattato dal capo della Osoppo (l’organizzazione O), che nel '56 venne sciolta per confluire in Gladio, e di avergli segnalato iscritti amici del partito da inserire nell'organizzazione.

Lui stesso raccontò al giudice Mastelloni che tra il '44 e il '45 aveva militato nella brigata partigiana bianca Osoppo e due anni dopo, nel '47, venne contattato dal capo di allora, il colonnello Luigi Olivieri, il quale gli chiese di entrare a far parte del Terzo corpo volontari della libertà, quello stesso che poi si trasformerà nell'organizzazione paramilitare segreta O. Il senatore spiegò al magistrato che il colonnello era democristiano, addirittura consigliere dello scudo crociato, così accettò.

Pubblicato su Il Messaggero Veneto