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Rimane un grande mistero sul movente

Gli inquirenti stanno investigando sulla situazione economica, su quella medica e sui rapporti familiari

REFRONTOLO. Investimenti sbagliati, debiti, problemi medici. O un improvviso gesto di follia. La tragedia di Refrontolo nasconde un solo grande mistero: il movente che ha spinto domenica scorsa Sisto De Martin a prendere prima un coltello e uccidere il figlio Cristian, poi un martello per togliere la vita anche alla moglie Teresa e infine suicidarsi impiccandosi nella mansarda della loro abitazione. È l’ultima domanda cui gli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore Giuseppe Salvo, stanno cercando di dare una risposta. Non si esclude nulla. Sisto De Martin in passato non aveva mai dato segnali di squilibrio e non risulta che nell’ultimo periodo fosse angosciato da qualcosa di particolare. Per questo i carabinieri sono alla ricerca di un minimo indizio che possa rivelare la causa scatenante di questo gesto di pura follia.

Al momento sembra essere escluso l’intervento di estranei nel teatro della mattanza. È stata la prima cosa che hanno controllato i carabinieri quando ieri pomeriggio sono entrati all’interno dell’appartamento, dopo avere scoperto i cadaveri della donna e del ragazzo. Porte e finestre non presentavano segni di forzature, per cui l’unica possibilità che sia stato un esterno alla famiglia a uccidere si giustificherebbe solamente con il fatto che qualcuno dall’interno gli avesse aperto. Il corpo di Sisto De Martin è stato invece trovato impiccato nella mansarda dell’appartamento.

Una volta che è stato chiaro che si trattava di un duplice omicidio-suicidio, e che l’autore fosse il padre, i carabinieri si sono messi immediatamente alla ricerca di una lettera o di un messaggio lasciato dall’uomo che potesse spiegare le ragioni del folle gesto. Una caccia inutile perché all’interno dell’appartamento, vicino ai corpi, non è stato trovato nulla. Qualche traccia a questo punto gli investigatori sperano di trovarla nei computer e nei telefonini. È certo che l’uomo avesse iscritto la moglie per il 21 dicembre a una gita a Trieste. E dunque si cerca qualcosa che possa spiegare se il padre o il figlio stessero attraversando un momento difficile sotto il profilo economico. Chi conosce la famiglia De Martin sembra escluderlo. Per questo gli investigatori stanno cercando di raccogliere anche tutti i dati medici delle vittime: cartelle cliniche, ricette o altro. A questo saranno le autopsie, che il sostituto procuratore Salvo disporrà nelle prossime ore, a chiarire chi è morto prima tra madre e figlio. Nelle prossime ore saranno anche ascoltati i vicini e i parenti a caccia di una minima traccia che possa spiegare cosa abbia causato la follia di Sisto De Martin.

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Pubblicato su Il Messaggero Veneto