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Morta la direttrice della biblioteca

Nicoletta Pozzi è stata trovata priva di vita nella sua abitazione: era punto di riferimento del mondo culturale cittadino

Così riservata, sorriso dolce ma schivo, forse non avrebbe nemmeno voluto essere al centro dell’attenzione in questo giorno. Nicoletta Pozzi, 49 anni, direttrice della biblioteca civica però non sapeva che il suo prematuro addio avrebbe lasciato tante persone nel dolore.

È stata trovata morta in casa, a Porcia, sabato sera e la notizia ieri mattina si è diffusa rapidamente tra le tante persone che hanno avuto la fortuna di conoscerla. La sua scomparsa lascia una ferita profonda nella comunità, perché pur essendo una persona che amava la riservatezza, Nicoletta Pozzi riusciva ad arrivare agli altri attraverso il grande amore che riversava nel suo lavoro. «L’avevo sentita venerdì, perché avevamo una serie di collaborazioni che stavamo portando avanti – dice incredulo l’ex assessore Claudio Cattaruzza ora direttore artistico di Thesis –. Una professionista bravissima, non solo molto preparata sotto il profilo culturale, ma anche sotto l’aspetto amministrativo. Quando Ofelia Tassan é andata in quiescenza, non ho avuto dubbi sulla persona a cui affidare la biblioteca. Nicoletta era capace e infaticabile. La sua scomparsa lascia un vuoto terribile».

L’assessore Pietro Tropeano trattiene a fatica la commozione: «È una notizia terribile. Nicoletta era una certezza. Non solo gestiva alla perfezione le attività tradizionali della biblioteca, ma aveva dato un grande impulso alle mostre d’arte collegate all’attività della biblioteca, alle conferenze. Era sempre sul pezzo».

Al di fuori del suo lavoro c’è chi la ricorda come grande appassionata di bicicletta, di camminate, anche con la sua adorata cagnetta Alice, perché per lei cultura significava anche ambiente e natura, temi per i quali si spendeva. Proprio a dicembre – le sue ultime vacanze – aveva fatto il cammino di Santiago. Nicoletta lascia la mamma Donatella e due fratelli a cui era molto legata: Michele, dentista a Porcia, e Giovanna, avvocato del foro di Pordenone. Ed è proprio la sorella a tratteggiare il suo ritratto più autentico: «Il suo lato più bello – dice con amore – è che era una donna profondamente leale e onesta, non scendeva a compromessi con niente e nessuno». L’ultimo addio a Nicoletta Pozzi sarà celebrato in forma privata dalla famiglia, come lei avrebbe voluto. (m.mi.)

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Pubblicato su Il Messaggero Veneto