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Addio a Elena Sgorlon, aveva 51 anni

Assieme ai familiari aveva gestito la storica pasticceria Galimberti e poi Maga Magò. Venerdì pomeriggio i funerali

UDINE. Amava il bello e il suo buon gusto era ben visibile nelle attività commerciali che gestiva con i familiari: la storica pasticceria Galimberti prima e il negozio Maga Magò poi. Amava ridere e far ridere e la sua positività l’ha trasmessa alle due figlie adolescenti, che ha lasciato troppo presto a causa di un male incurabile. Elena Sgorlon, nipote dello scrittore Carlo, è morta martedì sera all’Hospice dell’ospedale Gervasutta, seguita con affettuosa attenzione dal personale sanitario e dall’instancabile amore dei suoi familiari. Lascia, oltre alle figlie Caterina e Giovanna, di 16 e 14 anni, il marito Paolo Foi, la madre Luisa, la sorella Sara e numerosi parenti e amici.


Intelligente, amante di arte e cultura, ma anche lavoratrice infaticabile e dotata di un forte senso dell’umorismo. Così viene descritta Elena da chi le ha voluto bene, a cominciare dalla madre Luisa, con la quale ha condiviso anche parte dell’attività lavorativa. Assieme a lei e alla sorella, infatti, aveva assunto la conduzione della pasticceria Galimberti di via Gemona, passata di gestione nel 2016.

Alcuni anni prima, però, Elena con la cognata Manuela aveva aperto il locale Maga Magò in viale Leonardo Da Vinci, uno spazio – di cui andava molto orgogliosa – che unisce una caffetteria e un negozio dedicato alla vendita di oggettistica e di prodotti alimentari di alta qualità.


«Era una donna forte e combattiva – la ritrae il marito Paolo –, amava far divertire gli altri e anche i clienti la ricordano come una persona simpatica e dalla battuta pronta. Era appassionata di arte e cultura, teatro e musica. Amava il bello e lo sapeva creare, in casa e nei luoghi di lavoro».


«All’università aveva studiato lettere – aggiunge Sara –, anche se non si era laureata: ci teneva a dare il meglio di sé e negli esami sostenuti aveva sempre cercato di prendere il massimo dei voti». La sorella ricorda il trasporto che aveva messo nel preparare ricerche su D’Annunzio, Marguerite Duras e Klimt, a conferma della sua predisposizione per la cultura nelle sue più diverse sfaccettature.


«È stata una mamma forte e determinata – raccontano le figlie – anche durante la malattia. Una figura materna molto presente sotto tutti i punti di vista. Una mamma che, al di là dell’affetto e dell’insegnamento dei valori che ci ha trasmesso, abbiamo sempre stimato e che prenderemo come esempio, nel caso in cui in futuro dovessimo diventare madri. Era sempre brava in tutte le cose che faceva – sottolineano con affetto –, sia in famiglia, sia nel lavoro».


Elena Sgorlon aveva combattuto come una leonessa contro la malattia che l’aveva colpita: la sua grinta e la sua determinazione, sottolineata più volte anche dal personale medico e sanitario, rappresentano un modello per le figlie e per tutte le persone che la conoscevano. E la bella immagine che la mamma ha lasciato dietro di sé, nel cuore di parenti e amici e in quello dei tanti clienti che hanno incrociato il suo sorriso nei locali di via Gemona e viale Leonardo Da Vinci, sicuramente sarà di conforto a Caterina e Giovanna, così come agli altri familiari di Elena Sgorlon.


I funerali della cinquantunenne saranno celebrati venerdì, alle 14, nella chiesa di Santa Maria Assunta di viale Cadore, con partenza dall’ospedale civile di Udine.


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Pubblicato su Il Messaggero Veneto