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Crolla una torre di ghiaccio sulla Marmolada, sei morti accertati e i dispersi dati per morti: ricerche sospese

BELLUNO. Domenica 3 luglio è crollato un importante seracco di ghiaccio in Marmolada ed è una tragedia nazionale perché ci sono morti, feriti e dispersi. Al momento il bilancio indica 6 morti, un numero di feriti che oscilla tra 10 e 14 e un numero imprecisato di dispersi.

Dispersi per cui non ci sono più speranze, tant’è che poco dopo le 19 i soccorritori hanno sospeso le ricerche. “Non riteniamo ci possano essere altri sopravvissuti”, dice Alex Barattin, responsabile del soccorso alpino di Belluno.

Il distacco è avvenuto sotto Punta Rocca, lungo l'itinerario di salita della via normale per raggiungere la vetta, dove corre il confine tra Trentino e Veneto.

Proprio sabato 2 in vetta alla Marmolada, ossia a quota 3.343 metri, si era registrata una temperatura massima di 10 gradi. a dimostrazione di uno "zero termico" impressionante, ma anche dell'enorme rischio di distacchi

VIDEO 1 / IL MOMENTO DEL DISTACCO

Al momento sono stati recuperati 8 feriti - 2 trasportati all'ospedale di Belluno, uno più grave a Treviso, 5 a Trento - e 5 persone sono state rinvenute senza vita. Non si sa ancora il numero definitivo di alpinisti coinvolti.

Per il rischio di nuovi distacchi, l'elicottero di Trento sta provvedendo alla bonifica dell'area con la Daisy Bell e scongiurare così il più possibile il pericolo per gli operatori.

Per quel che riguarda i soccorsi, sono state attivate tutte le stazioni del soccorso alpino della zona e sul posto ci sono già i due elicotteri Suem di Belluno, più Trento e un elicottero della Protezione civile veneto per verifica persone coinvolte.

È stato chiesto l’intervento dei droni per la ricerca dei dispersi. La valanga avrebbe investito due cordate di escursionisti. Il fronte del seracco ha un fronte di circa 300 metri.

VIDEO 2 / IL CROLLO

Ci sono anche le prime testimonianze: «Il boato, che si è sentito distintamente intorno alle nostre montagne, ci ha fatto capire subito che era successo qualcosa di grave, tant'è che sono subito corso a chiamare i soccorsi», dice una guida alpina. «Dalla zona del seracco io disto circa 3 km - spiega - e ho visto tutto in diretta.

Noi conosciamo bene quella parte di montagna perché come rifugio abbiamo anche una nostra capanna proprio in vetta. Questa tragedia ci colpisce, ma non abbiamo avuto paura per la nostra incolumità perché il rifugio è sicuro». «Detto questo, ripeto - conclude - mi aspetto che un'altra parte del seracco venga giù per lo scioglimento continuo del ghiacciaio».

«Sono salito più volte sulla Punta di Rocca, ma non vado lì da tanti anni ormai. Il ghiaccio lì è quasi tutto andato, non c’è più ghiaccio. Questi seracchi cadono, certo, per la gravità, ma la causa vera, originaria, è il caldo globale, che fa sciogliere i ghiacciai e rende più probabile che si stacchi un seracco», ha detto Reinhold Messner.

«Lì, poiché non c’è quasi più ghiaccio, il seracco non deve essere molto grande. Ciò che è accaduto lì, accade ogni giorno in tutti i ghiacciai».

Sui profili social del Suem è pubblicata la cifra indicativa mentre sono in corso ricerche con decine di uomini del Soccorso alpino e cinque elicotteri di Veneto e Trentino. I feriti sono stati ricoverati in più ospedali. Secondo le prime informazioni il distacco sarebbe avvenuto nel tratto che porta da Pian dei Fiacconi a Punta Penia per la via normale alla vetta della Marmolada.

VIDEO 3 / LA RIPRESA DEGLI ESCURSIONISTI

Secondo le testimonianze il seracco si è spezzato in due punti, il crollo ha generato una colata di detriti di ghiaccio su un fronte di circa trecento metri, lungo il sentiero che da punta Rocca porta a punta Penia.

“Si è staccato questo pezzo di ghiacciaio dalla cresta e ha centrato il sentiero, la via normale per salire sulla Marmolada la parte bassa del sentiero dal rifugio non si vede”, racconta Aurelio dal rifugio Marmolada, “c’è su il Soccorso alpino, ci sono anche parecchi elicotteri… Sembrano parecchie le persone coinvolte”.

“Sono in contatto con il Capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio, per tenerlo informato, e con il Capo della Delegazione del Soccorso Alpino Alex Barattin. Per la parte veneta sono già operativi i 2 elicotteri del Suem 118 della Ulss di Belluno.

Operativo anche uno degli elicotteri della Protezione Civile della Regione del Veneto per trasportare squadre dei soccorritori alpini con unità cinofile sul posto. Tutte le squadre del soccorso alpino della zona sono state attivate. Già recuperati i primi feriti”.

Gli elicotteri che stanno operando sono di Belluno, Trento e Bolzano. Arriva anche un elicottero dei vigili del fuoco di Venezia per traghettare personale.

Pubblicato su Il Messaggero Veneto