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È morto a 67 anni l’imprenditore Piergiorgio Benedetti: era ricoverato in ospedale per Covid

Aveva creato con la moglie la BP Utensili. Impegnato nell’associazionismo, amava la montagna

PRADAMANO. Una vita dedicata alla famiglia e al lavoro. Con la prima che si intrecciava a doppio filo con la seconda. Ma anche una presenza nella comunità di Pradamano, dove coltivava vari interessi e si metteva anche a disposizione degli altri. Questo era Piergiorgio Benedetti, stimato imprenditore, marito, padre e nonno che lo scorso fine settimana, a 67 anni, si è spento all’ospedale di Udine dove era ricoverato a causa delle gravi complicanze del Covid.

Tutto è successo in poche settimane e per di più senza che nessuno potesse nemmeno immaginare che quell’uomo che era sempre stato bene, sportivo e pieno di energia, con la passione per le lunghe camminate in montagna se ne potesse andare a causa di un virus che sta attanagliando il mondo da un anno. Un virus che l’ha strappato all’affetto della famiglia, la moglie Marisa, i due figli Andrea e Daniele e i due nipotini, la piccola Anna di cinque mesi e Federico, cinque anni e mezzo.

Piergiorgio si è ammalato a inizio marzo, dopo alcuni giorni di febbre e con l’aggravarsi delle sue condizioni di salute è stato trasferito in ospedale, nel reparto di terapia semi-intensiva e poi nell’intensiva. «Dopo un mese di lotta contro il Covid, in terapia intensiva un maledetto batterio di corsia non gli ha dato scampo», commenta amareggiato il figlio Daniele. Nella tragedia, continua Daniele, «vogliamo ringraziare i medici e gli infermieri dell’ospedale Santa Maria della Misericordia, la dottoressa Foschiani (medico di base di Pradamano), il sindaco Enrico Mossenta e tutte le persone che ci sono state vicine».

Per 40 anni Piergiorgio ha lavorato con accanto la moglie nell’impresa che aveva creato, la BP Utensili srl (azienda metalmeccanica specializzata nell’utensileria), trasmettendo ai figli, a loro volta imprenditori, i valori della famiglia e dell’impresa. Ma la sua vita era piena anche di associazionismo, comunità, volontariato, sport. Si impegnò come donatore di sangue, entrando anche nel direttivo della sezione dell’Afds (Associazione friulana donatori di sangue), da amante della musica entrò nel coro di Santa Cecilia e da sportivo giocò a livello amatoriale a pallavolo nell’associazione Ccr “Il Pozzo”.

Il sindaco Mossenta lo ricorda come «una persona discreta e sempre attenta ai legami della comunità. La sua scomparsa è un dispiacere che colpisce la sua famiglia, alla quale siamo vicini, ma anche l’intera comunità e le persone alle quali è stato accanto». Il funerale verrà celebrato domani, alle 15, nella chiesa di Santa Cecilia a Pradamano.

Pubblicato su Il Messaggero Veneto