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Morto avvelenato da una pianta, sospeso il funerale a Travesio

Si era sentito male dopo aver mangiato pasta condita con un’erba tossica raccolta per errore. Comunità vicina ai familiari

TRAVESIO. Resta a disposizione dell’autorità giudiziaria la salma di Valerio Pinzana, il 62enne deceduto lunedì a causa di un avvelenamento da colchico d’autunno raccolto erroneamente assieme all’aglio orsino e utilizzato come condimento per un piatto di pasta. La cerimonia funebre era stata stabilita per stamattina nella parrocchiale di Travesio.

Ora è tutto bloccato. Spetterà al pm Carmelo Barbaro dare il nulla per la sepoltura dopo aver fatto le sue valutazioni sul caso, Pinzana, apprezzato tecnico della Snam Rete Gas, società che si occupa del trasporto del gas naturale, durante un’escursione lunedì 29 marzo aveva raccolto delle erbe spontanee con l’intenzione di utilizzarle per farne un pesto con cui condire la pastasciutta a pranzo. Mangiata la pasta, assieme alla convivente, Pinzana aveva immediatamente accusato dolori addominali, diarrea e vomito. Sintomi che, essendo reduce dalla positività al Covid, potrebbe avere sottovalutato, attribuendone le cause a presunti strascichi dal contagio.

La situazione era andata via via peggiorando. Pinzana aveva accusato una nausea sempre più violenta, tanto da rendere necessario il ricovero nel reparto di terapia intensiva all’ospedale di Pordenone. Nonostante il prodigarsi dei sanitari non c’era stato nulla da fare.

L’analisi effettuata su un campione del pesto ha dimostrato che il 62enne di Travesio aveva ingerito il colchico, o croco, chiamato “zafferano bastardo” o “arsenico vegetale”, confondendolo con l’aglio orsino. Un errore rivelatosi fatale.

La tragedia ha lasciato attonita la comunità di Travesio, che si è stretta ai familiari in questo momento di grande, profondo dolore. Valerio Pinzana era una persona molto attiva, gioviale, nonostante la vita lo avesse messo di fronte a delle prove difficili da affrontare, come la morte della giovane moglie Antonietta avvenuta venticinque anni fa per un incidente stradale. Aveva trovato comunque la forza di andare avanti, crescendo amorevolmente il figlio Marco, oggi 32enne, imprenditore, e riscoprendo l’amore con la compagna Marina.

Oltre al figlio e alla compagna, Valerio Pinzana, lascia l’anziano padre Renzo, storico bidello alle scuole elementari nella municipalità della Val Cosa, il fratello Diego e la sorella Mariagrazia, i nipoti Matteo, Alessandro, Erik e Pierluigi. —

 

Pubblicato su Il Messaggero Veneto