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Addio a Piero Villotta, storico volto Rai

Il giornalista è morto ieri a 72 anni nella sua casa di Udine. È stato presidente dell’Ordine dal 2001 al 2013. Giovedì i funerali

Uomo colto, ironico e con l’immancabile papillon. Piero Villotta, all’anagrafe Pietro, così era entrato nelle case della gente, giornalista Rai e volto storico del terzo canale. Il suo cuore capriccioso ha ceduto ieri mattina, durante il sonno, mentre si trovava nella sua abitazione di via Malborghetto, a Udine. Aveva 72 anni, il 18 novembre ne avrebbe compiuti 73. Lascia nel dolore la moglie Adriana, con cui lo scorso agosto aveva festeggiato i 50 anni di matrimonio, la figlia Luisa con il genero Igor Piani e la nipote Clementina.

Soffriva da tempo di gravi patologie cardiache, ma non aveva per questo smesso di affrontare la vita con un piglio bonario e divertito, con la stessa ironia che usava per confezionare i suoi servizi radiofonici e televisivi. È stato probiviro della Fnsi, presidente dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia dal giugno 2001 al 2013 (prima dal 1998 al 2001 consigliere regionale) e consigliere nazionale dell’Odg dal giugno 2013 a ieri. Esponente del Ducato dei Vini friulani, nel marzo del 2012 era stato nominato vicepresidente dell’Ente Friuli nel Mondo. Volto noto della Rai, Villotta vi era arrivato inseguendo la passione per il giornalismo: la sua carriera lavorativa, infatti, era iniziata in banca, dove si era distinto nel sindacato dei bancari della Cisl e aveva ricoperto negli anni ’80 il ruolo segretario nazionale. Aveva cominciato al Gazzettino prima come collaboratore, poi come redattore lavorando come cronista anche per un periodo a Verona. Professionista dal 1984, era entrato in Rai nel 1987 nella redazione di Trieste per poi spostarsi a Udine nel 1995. Per qualche anno ha curato la rubrica radiofonica “Vita nei campi”, negli ultimi tempi si era occupato della conduzione di “Nostra madre terra”, trasmissione sull’agricoltura in onda sul canale 13.

«Mio papà era così come lo vedevi – racconta commossa Luisa Villotta –: aperto, una persona di cultura, interessata ai fatti attorno a lui». «Un uomo schietto – aggiunte il genero, Igor Piani –, che non ha mai voluto legarsi a qualche partito per non perdere la libertà di dire sempre quello che pensava. Voleva poter prendere le sue decisioni in qualsiasi campo, professionale e affettivo. E lo stesso è stato con la malattia: ha ascoltato il parere di più medici per poi decidere di conseguenza». Giornalista perspicace, curioso e dotato di una spiccata ironia, ma anche nonno affettuoso e attento, che alla nipote ha lasciato in eredità uno scritto a lei dedicato, “Lettera a Clementina (Il nonno spiega alla nipote come l’ha indebitata)”, una pubblicazione sull’Italia.

«Brillante, sempre di buon umore – commenta l’amico Roberto Degrandi –, Piero era un grande conoscitore della storia dell’Italia, quella vera. Una persona con una mentalità aperta ed era riuscito a portare in alto il nome del Ducato dei vini friulani». «Anche fuori regione – aggiunge Pietro Tomada – frequentando la Contea romana del Ducato, che quest’anno festeggia i 40 anni, promuovendo la cultura enogastronomica della Piccola Patria». «Era un personaggio eclettico. Un collega intuitivo e acuto nella ricerca della notizia – sottolinea Claudio Cojutti – oltre che nel modo di presentarle al pubblico, quest’ultimo sempre al centro del suo lavoro. Abbiamo lavorato assieme all’Odg: era amico di tutti grazie al suo carattere gioviale». E l’Ordine dei giornalisti ricorda il suo ex presidente con commozione.

«Piero Villotta è stato il simbolo del giornalismo televisivo friulano – sottolinea il sindaco di Udine Pietro Fontanini –. Cronista attento e puntuale, ha saputo entrare nell’immaginario collettivo della nostra comunità grazie a una combinazione unica di talento e sensibilità e a uno stile d’uomo d’altri tempi, reso inconfondibile dall’immancabile papillon. Ma Piero è stato anche un udinese partecipe della vita della città e del Friuli, ai quali ha dato un contributo originale e appassionato soprattutto durante la sua vicepresidenza dell’Ente Friuli nel Mondo. Mandi Piero, ci mancherai». E, tra gli altri, si sono registrate le testimonianze di cordoglio di Mauro Di Bert (Progetto Fvg per una Regione Speciale/Ar), Mauro Bordin (Lega), Sergio Bolzonello e Cristiano Shaurli (Pd), Massimo Moretuzzo e Giampaolo Bidoli (Patto per l’Autonomia).

I funerali di Villotta saranno celebrati giovedì alle 10.30 nella chiesa di Santa Maria Assunta, in viale Cadore. —

Pubblicato su Il Messaggero Veneto