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Stella del Carnico, fondatore di un coro e animatore delle feste carniche: chi era Pietro Ghidina, morto in un incidente a Forni di Sotto

L'ex presidente Nassivera: "Fu la prima cessione della storia del campionato". Lascia un figlio e una nipotina

FORNI DI SOTTO. La notizia si è diffusa  immediatamente nei due Forni, quello di Sotto, dove Piero Ghidina, per tutti Pierino, era originario e di Sopra, dove era molto conosciuto e aveva trascorso la serata a cena con la figlia Francesca, il genero Antonio e i nipoti Filippo e Nicolò.

Sembra incredibile che una figura così vivace, estroversa e disponibile avesse potuto finire la sua vita in un incidente stradale con la sua moto sul ponte della Chiaradia sulla statale 52 Carnica mentre rientrava a casa.

A raccogliere le sue ultime parole Emiliana Polo che stava dirigendosi in automobile verso Forni di Sopra. «Ho visto la moto e Pierino a terra. mi sono avvicinata per testargli il polso. Aveva la frontalina del casco perforata dal guardrail che gli aveva procurato un trauma alla testa. Ha tentato di parlarmi, apriva la bocca ma non udivo le sue parole». Poi pian piano Pierino si è spento.

Un tratto di strada, un punto nero, quello attraversa il rio che nel tempo ha procurato diversi lutti e tanti incidenti. La notizia si è sparsa su tutta la Carnia. Piero era stato un forte giocatore dell’Audax, la squadra di casa, dove attualmente era dirigente degli amatori. «Era speciale - lo ricorda la vicesindaco di Forni di Sotto Rosella Polo - sempre pronto a dare una mano agli amici e al paese: era ovunque. “Facciamo festa?” rispondeva pronto “Quando?” Teneva alle tradizioni del paese collaborando con il compianto Fabio Polo “Buzzi”, è stato cofondatore del coro Contrade Novae con don Aldo, ha pianto alla scomparsa dell’amico poeta Eligio Nassivera, ma la sua vera passione era il calcio. Scherzando diceva sempre “Il mio sudario saranno i colori dell’Audax”».

Lino Nassivera, presidente della società calcistica, ricorda come la cessione del suo cartellino di giocatore del Campionato Carnico fece scalpore nel 1974. «Fu ceduto dall’Audax all’Ampezzo per 500 mila lire, la prima cessione nella storia del Carnico. Si è fatto conoscere in tutti i paesi della Carnia per la sua bravura e per il terzo tempo, a ridere e fare amicizia con gli ex avversari in campo».

«Perdiamo un simbolo – questo il commento di Claudio Coradazzi, sindaco che ha preso il posto di Piero quale giocatore nell’Audax – una di quelle persone che è una fortuna incontrare. Lui era uno sempre presente, sempre pronto a dare una mano. Partecipava con grande entusiasmo a tutte le feste del paese e all’attività della sua Audax  dove ha giocato per anni, prima come attaccante e poi, con gli anni, ha arretrato il suo raggio d’azione, diventando un difensore arcigno e difficilmente superabile. A fine carriera è rimasto in società, diventandone un pilastro. Spesso diceva che era giusto mollare per lasciare il posto ai giovani, ma poi ogni anno non ce la faceva a staccarsi dall’ambiente. Ci ha pensato il destino, ma il suo ricordo, a Forni, rimarrà sempre vivo e ad ogni partita ci  sembrerà di averlo ancora accanto a noi».

«Oggi la valle ha perso un altro sportivo con la S maiuscola – dice il sindaco di Ampezzo Michele Benedetti, già delegato della Figc di Tolmezzo -. Quante discussioni dopo ogni derby tra Ampezzo e Audax. Pierino era una grande persona, amante del suo paese e delle sue tradizioni».

Dopo la cena con la figlia, ieri aveva in programma una festa in baita a Sorvent con il figlio Paolo, anche lui giocatore nell’Audax,  che con Sabina gli aveva fatto lo scorso febbraio il dono di una nipotina, Vittoria, alla quale era molto attaccato. Oltre ai figli Piero lascia la moglie Piera Polo.

Pubblicato su Il Messaggero Veneto