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Addio a Umberto Conte da Torino a Preone per l’ultimo viaggio

Gino Grillo / PREONE

Riposerà nella sua Preone dopo una vita di lavoro trascorsa fuori dal paese d’origine. Le spoglie di Umberto Conte nella mattinata di sabato 6 giugno saranno traspportate nel cimitero del paese natio, Preone, dove, come molti carnici legati alla loro terra fanno, aveva già predisposto l’acquisto di un cenerario.

«Era nato il 6 gennaio del 1930 - racconta il sindaco Anna Lenisa –. Come tante famiglie nel periodo posto bellico della seconda guerra mondiale, anche quella di Umberto ha scelto di emigrare per cercare un posto di lavoro. Non all’estero, ma a Torino, dove poi ha deciso di trascorrere la sua vita». A Torino lo ricordano come un uomo pratico e scrupoloso sul lavoro, ma premuroso e attaccato alla famiglia. Mente matematica, lavorava come impiegato, «fra i più esperti», nello stabilimento lungo Stura Lazio di Torino per la casa automobilistica Fiat. Un impiego che lo ha visto occupato per 25 anni il cui ruolo di responsabile è stato da tutti apprezzato per la gestione e la professionalità. Raggiunta l’età della pensione è rimasto attaccato ai numeri, prediligendo negli ultimi tempo il “sudoku”. Tornava ogni anno in Carnia, ma si fermava per lo più a Villa Santina. «Veniva qui ogni estate – ricorda il nipote Rudy Conte – e trascorreva i mesi estivi incontrando i vecchi amici e giocando a carte. La pandemia non gli ha permesso di tornare in Carnia per quest’anno. Vi ritornerà per riposare nel cimitero di Preone. Mi mancherà tanto, gli ero molto affezionato perché mi ricordava mio padre, suo fratello, Sirio, scomparso una decina di anni fa».

A Torino coltivava la passione per il calcio e tifava per l’Udinese, passione che ha trasmesso al nipote Gabriel. Lascia la moglie Aduina, la figlia Antonella con il marito Nicola Scardarelli e i nipoti Alessandra e Gabriele. —

Pubblicato su Il Messaggero Veneto