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Il virus uccide il professor Rozzo: ha insegnato a Udine per 22 anni

Storico di fama internazionale, si è spento a Tortona. Aveva compiuto 80 anni Il ricordo del direttore della biblioteca Joppi, Vecchiet: era colto e appassionato

UDINE. Addio a Ugo Rozzo. Il professore si è spento mercoledì scorso, all’età di 80 anni, a Tortona dove si era trasferito per trascorrere la pensione.

Dopo una ventennale esperienza, tra il 1963 e il 1986, come direttore della biblioteca civica di Tortona, dal 1987 era stato professore associato di Storia delle biblioteche all’Università di Udine, passando poi, nel 2001, alla docenza di Storia del libro e della stampa nello stesso ateneo come professore ordinario.

La sua esperienza nel capoluogo friulano si era conclusa nel 2009, ma anche dopo Rozzo era spesso intervenuto a incontri e dibattiti organizzati dalla biblioteca Joppi, di cui era un assiduo frequentatore.

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«Era una persona colta ed erudita – ricorda il direttore della Joppi, Romano Vecchiet –. L’ultima volta mi aveva scritto per comunicarmi la sua nuova residenza a Tortona, voleva essere informato di tutte le nostre iniziative. Purtroppo il coronavirus ci ha privati di uno dei più preparati storici del libro antico e delle biblioteche.

Nato nel 1940 a Viguzzolo, nei pressi di Tortona, di cui diventò molto giovane direttore della biblioteca comunale, svolse poi una sensibile attività didattica. Un docente, apprezzato dai suoi studenti (molti dei quali oggi lavorano alla Joppi come la nostra responsabile dei manoscritti rari che fece con lui ben tre esami) anche per il suo lato umano, che non ha mai dimenticato la sua prima, autentica missione, quella di essere stato, orgogliosamente, un appassionato e colto bibliotecario».

Nella sua attività di ricerca aveva approfondito in particolare lo studio della storia del libro e delle biblioteche in Italia tra il XV e il XVIII secolo, pubblicando, tra le altre cose, approfondimenti sui fogli volanti tipografici, sull’iconografia del libro e dimostrando particolare interesse per l’editoria religiosa e la censura ecclesiastica del Cinquecento.

Intellettuale di fama internazionale ha compiuto ricerche e pubblicato documenti inediti sullo storico banchetto di nozze sforzesco, avvenuto a Tortona nel 1489.

Fu uno studioso del periodo della Riforma e profondo conoscitore della produzione libraria dell’epoca, come nel volume “Biblioteche italiane del Cinquecento tra Riforma e Controriforma”.

Lascia i figli Lelia e Aldo. La moglie Luciana Miele, insegnante di lettere, era scomparsa alcuni anni fa. –

 

Pubblicato su Il Messaggero Veneto