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La storia di Angelo, morto 48 ore dopo il suo compleanno. Ecco chi sono le ultime vittime di coronavirus in provincia di Udine e Pordenone

Bilancio pesantissimo, domenica, 5 aprile, nella lotta alla diffusione dell'epidemia di Covid in Friuli. Nove persone sono morte in 24 ore che portano a un numero totale di 154 i decessi in regione.

Bilancio pesantissimo, domenica, 5 aprile, nella lotta al coronavirus in Friuli. A Paluzza è stato registrato il quinto decesso in casa di riposo, a Pordenone hanno perso la vita un imprenditore e un artigiano, a Sacile una pensionata, a Castions di Zoppola un'ospite della casa di riposo, quarta vittima dall'inizio della diffusione del contagio all'interno dell'istituto.Oltre ai numeri, ci sono i volti e le storie. Noi ve le raccontiamo qui.

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Paluzza. Salgono a 5 le vittime del corona virus nella casa di riposo Brunetti di Paluzza. Nella notte fra sabato e domenica è spirata Anna Maria Granzotti, 90 anni di Arta Terme. Da due giorni versava in una situazione critica con insufficienza respiratoria all'interno dei padiglioni riservati ai positivi del Covid-19 individuati nella stessa casa di riposo. Cordiglio e vicinanza alla famiglia della scomparsa sono state espresse dal primo cittadino di Arta Terme Luigi Gonano.

La vita di Anna Maria non è stata facile sin dalla giovane età. Assieme alle due sorelle è stata allevata dalle suore, dapprima ad Arta Terme e quindi a Treviso dove ricamavano per i militari e corredi per le ragazze che dovevano sposarsi.Delle due sorelle, entrambe decedute, una ha vestito l'abito talare, mentre l'altra ha fatto ritorno in Carnia. In Carnia è ritornata, quando ha conosciuto il suo futuro marito, Sergio Cozzi, anche Anna Maria.Qui ha conosciuto la vita dei sacrifici nei campi e nei prati, quelli tipici della donna carnica.Dalla coppia sono nati due figli, Luigino e Maurizio. Negli ultimi tempi Anna Maria ha vissuto con loro, alternando momenti in cui impossibilitati ad essere gestita, veniva affidata alla casa di riposo.L'ultima estate l'ha trascorsa nella sua Avostanis, la piccola borgata di Arta Terme, prima di entrare nuovamente nella struttura protetta Brunetti.

Risultata positiva al coronavirus, è stata fra quegli ospiti posti in isolamento e neppure la pronipote che presta la sua opera nella stessa casa di riposo Brunetti, dipendenti veri «angeli della vita» è riuscita ad esserle vicina nel momento del trapasso, in quanto dislocata in un altro padiglione. A cremazione avvenuta sarà salutata con una preghiera, nell'osservanza delle recenti disposizione governative di sicurezza.Il sindaco di Arta Luigi Gonano dopo aver appreso la notizia si è detto addolorato e si stringe al dolore dei familiari dell'anziana. «Siamo vicini agli operatori sanitari e alle persone colpite dal Covid-19 non solo della casa di riposo, ma anche a quelle della nostra comunità dove sono stati riscontrati oggi (ieri per chi legge) di positività».

Pordenone. Domenica, 5 aprile, sono morti nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale Santa Maria degli Angeli, l'imprenditore Angelo Blandino, 66 anni compiuti solo 48 ore prima, titolare della Sbp Bilance, con sede a San Quirino in via della Comina. Abitava con la moglie a Pordenone in via Claut, poco lontano dall'azienda, ed era conosciuto e stimato. Era stato ricoverato in ambulanza lo scorso 15 marzo e da allora era cominciata la sua lotta, purtroppo conclusasi ieri nonostante il prodigarsi del personale medico.Accanto a lui, nello stesso reparto, si è conclusa l'esistenza di Paolo Zara, 58 anni. Abitava a Pordenone in via Molinari, da dove si era trasferito, proveniente da Fiume Veneto, dove aveva vissuto a lungo in via dei Roveri.

Sacile. Non ce l'ha fatta a resistere al contagio del virus Covid-19 Regina Del Puppo, classe 1928, quarta vittima a Sacile. L'anziana era in quarantena in via Marconi da diversi giorni, ma ieri mattina le sue condizioni di salute si sono improvvisamente aggravate ed è stata trasferita in ospedale a Pordenone. «Abbiamo sentito le sirene dell'ambulanza spezzare il silenzio nella domenica delle Palme, poi gli infermieri hanno trasferito l'ultranovantenne e ci siamo allarmati - ha raccontato Adriano Paoluzzi, vicino di casa -. Regina era ammalata e assistita amorevolmente da una badante e dalle figlie Viviana e Maria Bessega».Il test del tampone è risultato positivo.

«Proviamo tutti un grande dispiacere per i decessi di Regina Del Puppo e di Renata Dan nell'ultimo fine settimana - ha dichiarato il sindaco Carlo Spagnol -. L'amministrazione comunale e tutta la nostra comunità si stringono intorno alle due famiglie colpite». Ieri sera il bollettino dell'Azienda sanitaria Friuli occidentale (Asfo) ha aggiornato i numeri che fotografano l'emergenza sanitaria a Sacile. «Sono 36 i contagiati su una popolazione di circa 20 mila residenti - ha reso noto il primo cittadino Spagnol -. Due sono guariti e purtroppo quattro deceduto, compresi Antonino Di Marco e Cesare Tombolan. In quarantena si contano invece un centinaio di cittadini». La raccomandazione resta una: «Stiamo a casa - ha concluso il sindaco liventino -. Sono ancora troppi i sacilesi a passeggio»

Castions di Zoppola.Quarta vittima del coronavirus alla casa di riposo di Castions di Zoppola: si tratta di Caterina Bressan. Aveva 91 anni e diverse patologie pregresse. Il 29 marzo era stata ricoverata nel reparto Covid-19 dell'ospedale di Pordenone, da dove sabato scorso era stata trasferita nel medesimo reparto dell'hospice di San Vito Al Tagliamento, dov'è mancata. Prima di lei si erano spenti, a causa del virus, Anna Gambarin, Iolanda Nardin e Ferruccio Bontempo.La struttura della fondazione Micoli Toscano è quella più duramente messa alla prova nel Friuli occidentale. Sono 28 gli anziani positivi, otto dei quali ricoverati in ospedale, ai quali si aggiungono otto operatori. La direzione sanitaria ha messo in atto una serie di accorgimenti con l'obiettivo di contenere il diffondersi della malattia, primi dei quali la creazione di un reparto per gli ospiti positivi e di uno per i casi sospetti.

Il sindaco Francesca Papais, che segue costantemente la vicenda, ha chiesto all'Azienda sanitaria la presenza stabile di un virologo in casa di riposo. «Ci uniamo al dolore dei famigliari - afferma la prima cittadina - per la perdita di Caterina».Il personale continua a lavorare con dedizione e spirito di servizio, ma la paura cresce di giorno in giorno. Nonostante le precauzioni, è elevato il timore dei dipendenti di contrarre la malattia. Una situazione altamente problematica, per la cui gestione fondazione, amministrazione comunale e Asfo stanno operando sinergicamente. La comunità, dal canto suo, segue con apprensione quanto sta avvenendo nella casa di riposo di Castions, alla quale in molti sono legati: si tratta infatti di un'istituzione dalla lunga storia, nella quale abitualmente prestano volontariato tanti cittadini che considerano gli anziani come i "nonni di tutti". Per questo il dolore si accompagna alla paura, per gli anziani come per i dipendenti

Pubblicato su Il Messaggero Veneto