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L’ultimo raduno con gli amici poi il dramma

Michele Cabas è morto domenica a 56 anni, uscito di strada con la moto a Faedis. Aveva gestito diverse farmacie

È morto in sella a ciò che lo faceva sentire più vivo di ogni altra cosa: la motocicletta. Michele Cabas, il cinquantaseienne di Precenicco ma originario di San Giovanni al Natisone, è spirato domenica a causa di un incidente stradale a Faedis: a bordo della sua Triumph, stava guidando per tornare a casa della compagna, Laura Martinis, a Cormòns, dopo aver partecipato al primo motoraduno friulano dell’anno, il “Motoraduno invernale dell’amicizia”, organizzato sul monte Bernadia.

Cabas, che di professione faceva il farmacista, lascia, oltre alla compagna, i suoi due figli Paolo, di 33 anni, e Nicola, di 27 anni, e i suoi genitori: papà Mario e mamma Luisa Cumin.

«È stata una tragedia improvvisa, siamo in molti a piangerlo – dice il figlio maggiore Paolo Cabas, medico specializzando in Urologia all’ospedale di Cattinara –. In questo ultimo periodo stava bene ed era sereno: era molto innamorato della sua compagna ed è stato molto vicino ai suoi genitori, i miei nonni».

Domenica pomeriggio, attorno alle 17.30, la tragedia si è consumata nello spazio di una curva, lo schianto per l’uomo è stato fatale. Stava percorrendo via Polisportivo, sulla strada regionale 356, tra Faedis e Campeglio, quando, in coincidenza di una curva, appunto, ha perso il controllo della moto ed è uscito bruscamente di strada: ha impattato contro un palo per l’irrigazione dei campi ed è poi volato per una ventina di metri finendo a terra.

A causa dei traumi riportati, le sue condizioni erano apparse da subito molto gravi, trasportato nell’ospedale di Udine è spirato dopo una manciata di minuti dal ricovero.

A precipitarsi immediatamente sul posto dell’incidente sono stati i vigili del fuoco del comando provinciale di Udine, che hanno praticato le prime manovre di rianimazione all’uomo, il personale medico del 118 con un’ambulanza e un’automedica e i carabinieri della Compagnia di Cividale, guidati dal capitano Rossella Pozzebon. Come detto, Cabas è stato trasportato, in codice rosso, all’ospedale “Santa Maria della Misericordia” di Udine, dov’è morto.

La data dei funerali non è ancora stata stabilita, ma è probabile che saranno celebrati a Cormòns, paese nel quale il farmacista lascia, oltre alla compagna, molti amici.

«La sua passione più grande era la moto e me l’ha trasmessa. Andava in giro in motocicletta molto spesso e più di qualche viaggio lo abbiamo fatto insieme – racconta ancora il figlio Paolo –. Ma amava profondamente anche la sua professione, era molto apprezzato nel settore: ha lavorato in svariate farmacie e, nel tempo, ne aveva gestite due, una in provincia di Bergamo e l’altra in Carnia, ad Amaro. Ultimamente aveva lavorato a Udine, nelle farmacie Nobile e San Marco. Negli anni scorsi è stato anche consigliere di Federfarma Fvg. Sono tanti i messaggi di vicinanza che stiamo ricevendo dai suoi ex colleghi e amici, ci fa molto piacere».

Classe 1963, Cabas il prossimo 6 settembre avrebbe compiuto cinquantasette anni. «Mio padre era una persona piuttosto introversa, molto affettuosa e di buon cuore. Sapeva farsi volere bene – conclude Paolo –. Una delle sue grandi gioie l’ha vissuta da poco, quando mio fratello Nicola si è laureato in Medicina, all’università di Trieste. Ci teneva tanto, è riuscito ad avere questa soddisfazione prima di andarsene per sempre». —

Pubblicato su Il Messaggero Veneto