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Addio a uno dei padri della ricostruzione post-terremoto

Ercole Emidio Casolo è sempre rimasto legato a Gemona A Pordenone ha insegnato e ha guidato la casa di riposo

È morto Ercole Emidio Casolo, insegnante e intellettuale gemonese che seguì la ricostruzione di buona parte del patrimonio artistico e architettonico di Gemona distrutto dal terremoto. Casolo è mancato mercoledì, all’età di 94 anni, nella sua casa di Pordenone, dove viveva dagli anni Sessanta quando si era trasferito per motivi di lavoro, ma Gemona non l’aveva mai lasciata.

L’ultimo suo intervento risale a un anno fa e si tratta di un bassorilievo in terracotta dedicato alla Risurrezione per la chiesetta di Campagnola, ma sotto la sua attenzione sono passate le più importante opere architettoniche di Gemona: Casolo catalogò le pietre del duomo, le varie chiesette di Gemona, da quella di Maniaglia, curò il recupero di molti monumenti, come la nota fontana di Silans, mentre sulla porta che dà accesso alla loggia di palazzo Boton spiccano ancora le sue formelle. Sono soltanto alcune delle tante tracce che Casolo lascia nel capoluogo pedemontano. Cresciuto in una famiglia di origine milanese, Casolo nacque nel 1925 a Mels di Colloredo, dove il padre Carlo era giunto con la sua famiglia per dirigere la locale filanda. Quando quest’ultimo passò a seguire anche la filanda di Gemona, il figlio Ercole cominciò la sua vita gemonese e si distinse per le doti artistiche sin da giovane età. In famiglia raccontano che sin da piccolo, avendo l’asma, non faceva tanta attività motoria, ma aveva sempre la matita in mano. E così dopo le scuole dell’obbligo frequentò l’Accademia di belle arti a Venezia e dopo il diploma si iscrisse ad Architettura. Nel 1950 cominciò l’attività di insegnante di plastica e disegno nella Scuola d’arte e mestieri che allora sorgeva in via Caneva. Sempre in quegli anni si distinse per l’attivismo politico, tanto che fu il primo a diventare consigliere comunale del Psi. E con la militanza politica si incrociarono diversi incarichi, come la direzione della casa di riposo di Pordenone.

Nel 1962 assunse la cattedra di educazione artistica a Pordenone, città dove si trasferì, e fu il terremoto a richiamarlo nella sua Gemona, perché il commissario Giuseppe Zamberletti lo incaricò di seguire la ricostruzione delle numerose opere artistiche della cittadina, impegno che portò avanti sino alla pensione, nei primi anni Novanta. Anche in pensione Casolo continuò a produrre studi, opere, ricerche, pubblicazioni oltre che a tenere i corsi di storia dell’arte per nove anni all’Ute Gemonese. Nel 2005, per interessamento del Comune, gli fu assegnato il titolo di cavaliere della repubblica. «Seppe riconoscere Gemona e i gemonesi sanno essere a lui riconoscenti», scrisse nella lectio magistralis l’architetto Gian Paolo Della Marina. «Un esempio da seguire e dal quale tutti dovremmo trarre per il futuro gli spunti positivi e propositivi che ci ha lasciato, e la cui traccia resterà indelebile nei cuori di chi l’ha conosciuto», dice il sindaco Roberto Revelant.

Ercole Emidio Casolo lascia la moglie Adriana e i figli Marco, Donatella e Giulia. I funerali saranno celebrati domani alle 10.30 in duomo a Gemona. —

Pubblicato su Il Messaggero Veneto