Chiese in Provincia di Udine - città di Gemona Del Friuli: Chiesa di Santa Maria Assunta

Chiesa di Santa Maria Assunta
S. MARIA ASSUNTA

UDINE / GEMONA DEL FRIULI
Gemona del Friuli (UD)
Culto: Cattolico
Diocesi: Udine
Tipologia: chiesa
L'edificio attuale è stato costruito sull'area della precedente chiesa tra il 1290 ed il 1337; fu consacrato dal vescovo di Parenzo, Giovanni. Il duomo è orientato. Posto su sedime a quota elevata rispetto alla strada che dalla porta antica di accesso a Gemona proviene da Est. Un'epigrafe, murata in facciata, tramanda il nome dell'artefice, Maestro Giovanni, che oltre ad architetto fu anche scultore; a lui si attribuiscono il portale nonchè varie sculture ornanti il prospetto principale.... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

L'edificio attuale è stato costruito sull'area della precedente chiesa tra il 1290 ed il 1337; fu consacrato dal vescovo di Parenzo, Giovanni. Il duomo è orientato. Posto su sedime a quota elevata rispetto alla strada che dalla porta antica di accesso a Gemona proviene da Est. Un'epigrafe, murata in facciata, tramanda il nome dell'artefice, Maestro Giovanni, che oltre ad architetto fu anche scultore; a lui si attribuiscono il portale nonchè varie sculture ornanti il prospetto principale. Altro Giovanni, detto Griglio da Gemona, è autore delle due più interessanti opere di scultura in pietra del Friuli del XIV secolo. La prima di queste è l'enorme statua di San Cristoforo. Alcuni storici dell'arte, per l'insieme delle opere realizzate nella prima metà del XIV secolo nell'ambito dei cantieri del Duomo di Gemona e di quello di Venzone, parlano di Scuola di Gemona. La facciata è ornata anche da tre rosoni, di cui quello centrale fu realizzato tra il 1334 ed il 1336, dallo scultore Maestro Buzeta. Il portale rinascimentale è opera di Bernardino da Bissone. L'aspetto odierno della facciata risale ad una drastica riforma della prima metà dell'Ottocento. La facciata a capanna è divisa in tre scomparti verticali sormontati dal timpano tripartito. Il portale è in stile romanico, ad eccezione dei due stipiti e dell'archivolto esterni attribuiti a maestro Giovanni (1290). Sulla fascia decorata esterna corrono motivi vitinei tali ornamenti si ritrovano anche in quella situata nella strombatura. Nella lunetta il bassorilievo di Cristo giudice su trono - la croce e gli strumenti della passione ai lati - tra Maria e Giovanni Battista; nella fascia inferiore figure invocanti. Al centro del prospetto, in stile gotico renano con influssi romanici, corre la galleria costituita da un susseguirsi di nove nicchie ad archi trilobati acuti con le due scene dell'Epifania (maestro Giovanni): lo scudiero e i tre cavalli; l'adorazione dei re Magi; l'angelo e il sogno dei re Magi; al centro la Madonna con Gesù Bambino e a lato san Giuseppe. Sul lato destro del prospetto principale si erge la possente scultura di san Cristoforo alta 7 metri, opera di maestro Griglio e del figlio (1331-1332). La pianta dell'edificio è a basilica. Le tre navate sono suddivise da pilastri a colonna; profondo è il presbiterio cupolato. La sacrestia è lungo il lato meridionale. Due cappelle speculari si aprono quasi al centro dell'edificio. Lungo il fianco destro la prima cappella con "il Crocifisso del terremoto", seguita dalla cappella del Vesperbild. E' adibita a battistero con l'antica vasca di epoca romana, ricavata da un parallelepipedo funerario in pietra con delfino, che reca su due lati sculture medievali di soggetto battesimale. Nella parte superiore l'organo. Sul lato sinistro una prima cappella seguita da quella invernale cui si accede attraverso tre ingressi. L'area del presbiterio è articolata in tre cappelle: la centrale, che è quella del coro, con tre monofore ogivali; due cappelle laterali con altare. La quota del presbiterio è molto elevata ed è stata riformulata a seguito dell'adeguamento liturgico. L'illuminazione è prodotta dai tre rosoni in facciata, dalle finestre gotiche lungo le pareti cui si somma un oculo a meridione; lungo il sottotetto piccole finestre. La pavimentazione è composta in lastre di marmo bianche, grigie e rosse decorate a motivi geormetrici nella parte centrale e a losanghe nelle zone laterali. La copertura è a spioventi rivestiti in lamine metalliche. Il cupolino è impostato sul tamburo ed è rivestito in lamine metalliche.

Pianta

La pianta dell'edificio è costituita da tre navate, l'impaginato odierno è frutto di numerose aggiunte ed ampliamenti: cappelle laterali, sacrestia e vani accessori.

Impianto strutturale

L'edificio è costituito da murature portanti in pietra squadrata, laterizio e parti in cemento armato. All'interno come all'esterno vi sono dei pilastri in cemento armato ed acciaio con rivestimento in pietra. Dopo

XI - XI (preesistenze intero bene)

Grazie ai reperti ritrovati in loco, nello specifico la croce di foggia bizantina in marmo greco, di epoca carolingia e i due bassorilievi, raffiguranti scene del Battesimo per immersione, risalenti all'epoca degli Ottoni, gli storici ritengono plausibile la presenza di edifici cultuali del X-XI secolo.

XII - XII (preesistenze intero bene)

Durante i lavori di consolidamento post terremoto (1976) sono venute alla luce le tracce delle fondazioni di un edificio di culto.

XII - XIII (costruzione portale)

Il portale romanico tutt'oggi visibile, venne realizzato nel XII secolo e concluso, alla fine del XIII secolo, da Mastro Giovanni.

1190 - 1190 (preesistenze intero bene)

L'edificio di culto viene citato, per la prima volta, in un diploma del 1190.

1204 - 1204 (preesistenze intero bene)

L'edificio viene citato in un atto di matrimonio fra il marchese Azzo IV d'Este, reduce dalla IV crociata ed Alice, figlia del Principe Rinaldo d'Antiochia, proveniente dalla Germania; era presente il Patriarca Pellegrino II e svariati Vescovi.

1290 - 1337 (ampliamento intero bene)

Il Duomo venne ampliato nel 1290 e venne consacrato, il giorno di Pentecoste nel 1337 da Giovanni, Vescovo di Parenzo, delegato del Patriarca Bertrando.

XIV - XIV (costruzione fronte principale)

Al di sotto della cornice presente in facciata, è collocata una "galleria" con nove statue rappresentanti l'Epifania, poste in nicchie ad archi trilobati acuti. La realizzazione è attribuita a Maestro Giovanni Griglio. La sottostante fascia decorativa raffigura a bassorilievo un motivo a vitigno intrecciato, racchiudente, entro una serie di cerchi, i dodici apostoli a mezzo busto. Lo studioso Giuseppe Marchetti di Gemona, ritenne che tale decorazione appartenesse all'antico "imperium", demolito nel XVII secolo. Sempre ad opera di Maestro Griglio, venne realizzata la scultura ad alto rilievo raffigurante San Cristoforo.

1334 - 1336 (costruzione fronte principale)

Nella parte superiore della facciata, al centro, è presente un rosone opera del Maestro Buceta.

1340 - 1340 (restauro intero bene)

Vennero eseguiti dei lavori per la copertura in piombo ed aperte alcune finestre nel presbiterio.

1408 - 1408 (restauro rosone)

Venne restaurato il rosone.

1428 - 1429 (ampliamento presbiterio)

Il presbiterio duecentesco venne ampliato di una decina di metri, con la costruzione di una cupola e l'aggiunta di un'abside semipoligonale, mentre la parte anteriore del vecchio presbiterio conservò la gradinata d'accesso e l'iconostasi con le statue del Crocifisso e dei dodici Apostoli. L'ampliamento del presbiterio è ricordato in una lapide del 1428, murata all'esterno del coro nella parte fra le sacristie; in tale lapide è incisa la seguente scritta: - M - CCCC - XXVIII - KOP - (hoc opus) INCEPTUM - FUIT -.

1458 - 1461 (interventi strutturali intero bene)

Vennero erette due file di colonne, verso il presbiterio.

1640 - 1640 (interventi strutturali intero bene)

Venne eretta l'ultima coppia di colonne verso il presbiterio.

1742 - 1742 (interventi strutturali copertura)

Vennero costruite le volte a crociera sulle tre navate.

1825 - 1828 (rifacimento fronte principale)

Venne eseguito il radicale rifacimento della facciata principale secondo il gusto neoclassico del tempo. Furono ricollocati sulle facciate, in posizioni diverse da quelle originarie, vari elementi scultorei.

1981 - 1985 (ricostruzione intero bene)

A seguito dei gravi danni subiti dal terremoto del 1976, il Duomo, venne nuovamente ripristinato per mezzo di "adeguamenti antisismici" delle parti strutturali superstiti e le altre parti furono ricostruite mediante anastilosi.

Mappa

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