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Sempre più richieste per le cremazioni e il cimitero così non ce la fa

Fino ad ottobre 1.006 casi contro i duemila di Cervignano E così molti si rivolgono alla struttura della Bassa friulana

Mentre un gruppo di cittadini di Paderno mette assieme 2.228 firme per evitare la costruzione di un tempio crematorio, abbiamo fatto il punto sul servizio in città.

Nei primi dieci mesi del 2019 a Udine sono state effettuate 1.006 cremazioni di salme, 569 relative a udinesi e 437 di residenti nei comuni limitrofi. I tempi medi di attesa, a funerale avvenuto, sono di quattro giorni per i primi e di una settimana per i secondi. Il numero massimo di incinerazioni giornaliere che l’attuale forno del cimitero di San Vito riesce a sostenere è di cinque al giorno, poiché la struttura si avvale di una sola linea di cremazione (che risale agli anni ’90), che non le consente di aumentarne il numero e, contemporaneamente, ridurre l’attesa.

Due linee tecnologicamente all’avanguardia potrebbero migliorare la situazione e dimezzare i tempi. È per questo motivo che le famiglie dell’hinterland udinese, tramite le onoranze funebri della provincia, si rivolgono altrove, nella Bassa friulana. Il ragionamento è semplice: quando Udine ti mette in coda si va a Cervignano. L’impianto, aperto nel 2012, è moderno e grazie, appunto, a due moderne linee operative gestisce i processi con velocità, annullando le attese e soddisfacendo anche le richieste provenienti dal Medio Friuli.

Conferma questa tendenza Cristian Boemo, titolare della struttura che fa parte del Gruppo Altair, leader italiano nel settore “Da noi le domande aumentano ogni anno. Riceviamo sempre più prenotazioni da Udine perché – ci dicono – l’impianto cittadino è obsoleto. Vengono qui perché siamo più veloci. Dalla consegna del feretro a quella dell’urna ci mettiamo due giorni. Grazie a un macchinario che minimizza le emissioni e velocizza il processo gestiamo, in media, venti salme al giorno. Tra l’altro Udine non ha un’area di “rispetto” per la consegna delle ceneri e non avere spazio, al giorno d’oggi, è anacronistico. Che senso ha fare uno sconto sul servizio per far attendere a lungo una famiglia? Se si rivolgono a noi è chiaro che la questione più importante non è il costo del servizio, ma il tempo che impieghi a darlo».

I dati più significativi sulla situazione in Friuli Venezia Giulia (fonte Utilitalia Sefit aggiornati al 1 agosto 2019) dell’ultimo triennio parlano di 5.166 cremazioni nel 2016, 5.967 nel 2017 e 7.420 nel 2018. Com’è evidente si tratta di numeri in continuo aumento. È interessante, poi, soffermarsi sui dati che mettono in contrapposizione l’impianto di Udine rispetto a quello di Cervignano: 1.262 cremazione rispetto alle 1.937 nel 2016, 1.063 in contrapposizione alle 1.982 nel 2017 e 1.111 contro le 2.678 nel 2018. Una crescita inversamente proporzionale, soprattutto nell’ultimo anno. Proprio nei primi mesi del 2018, infatti, il Gruppo Altair che gestisce la struttura di Muscoli ha deciso di aggiungere la seconda linea operativa, per ridurre i tempi di attesa.

La cremazione effettivamente è una pratica di sepoltura sempre più richiesta dalle famiglie rispetto all’inumazione e alla tumulazione. Principalmente è scelta per risparmiare sui costi della sepoltura, non alla portata di tutte le tasche. Per di più perché risolve il problema della carenza di spazio nei cimiteri nonché il pensiero dell’esumazione della salma dopo 10 anni (o dell’estumulazione dopo 20 anni) con inevitabili riaperture delle ferite e del doloroso ricordo del lutto. È anche la pratica più sicura dal punto di vista igienico-sanitario perché le ceneri sono polverizzate e private di qualunque batterio, non generando alcun rischio se i familiari le vogliono conservare (sigillate) nella propria abitazione. Negli ultimi anni questa scelta è cresciuta esponenzialmente, sentite alcune onoranze funebri di Udine, prettamente per l’evoluzione della cultura e delle scelte personali.

Un cambio di mentalità della società. A governare questo pensiero è l’idea di poter essere più vicini alla persona amata e persa, avendone un ricordo tangibile accanto. Ma di fronte a tempi lunghi e attese che prolungano il dolore, vince chi garantisce il servizio più rapido. E anche questo aspetto è diventato un “affare”. —

Pubblicato su Il Messaggero Veneto