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Morto Amoroso, protagonista della ristorazione

Vittima di una malattia a 79 anni. Arrivò in Valcanale nel 1993. Ha gestito l’albergo Trieste e la pizzeria Friuli

TARVISIO. Grave lutto tra gli imprenditori di Tarvisio. È morto all’ospedale di Tolmezzo dov’era ricoverato da alcuni giorni Antonio Amoroso protagonista da oltre 25 anni della ristorazione nel capoluogo della Valcanale. In soli due mesi la malattia ha consumato la sua forte fibra. Era nato a Napoli il 5 maggio del 1940. Gli sono stati vicini affettuosamente fino all’ultimo la moglie e i figli alleviando la sua sofferenza.


Imprenditore concreto Antonio Amoroso, da gentiluomo quale era, ha sempre messo al primo posto dei propri doveri la famiglia. A Tarvisio, invogliato dal fratello Beppino, pure affermato albergatore e ristoratore, era arrivato nel 1993, convinto che ai confini dell’Italia sarebbe stata particolarmente apprezzata la sua cucina basata sui piatti napoletani tipici, ma anche sull’arte culinaria nazionale. Un’arte fra i fornelli che era già stata apprezzata nel suo ristorante a San Giorgio a Cremano (nelle vicinanze di Napoli) e che ha tramandato ai figli Tiziana, Donato, Roberto e Massimo.


Credeva fermamente nelle potenzialità del capoluogo della Valcanale, dove ha subito dato sviluppo all’azienda di famiglia mirata ad assicurare la crescita imprenditoriale anche dei figli, che ne sono oggi primattori e che da lui sono stati seguiti nella loro affermazione fino a pochi mesi or sono, fino a che il male non l’ha costretto a ritirarsi nell’abitazione, dove è stato amorevolmente assistito dalla moglie Concetta Buonanno, la sua colonna portante in tutta la vita coniugale.


A Tarvisio, aveva preso in affitto l’albergo-ristorante Trieste di via Dante, struttura storica che in seguito ha acquistato dalla famiglia Teppan, rinnovandola per elevare la qualità del servizio offerto. Agli inizi del Duemila ha ristrutturato le camere da letto e ha dotato l’albergo di sauna e fitness, aggiungendo alla ristorazione il forno a legna per le pizze.


Successivamente, assieme ai figli e alle nuore, ha rilanciato anche il ristorante-pizzeria Friuli di via Vittorio Veneto, dando pure continuità a una storica attività tarvisiana. Insomma ha saputo trasmettere ai figli il suo credo nei valori della famiglia e dell’imprenditoria del settore alberghiero e della ristorazione.


«Un’attività la nostra – amava ricordare alle persone che hanno avuto modo di apprezzarlo – che richiede impegno continuo e grandi sacrifici, ma che sa anche riservare grandi soddisfazioni». E il forte legame fra fratelli sta per rendere concreta un’altra iniziativa che fa capo alla figlia Tiziana, la quale sta per completare la realizzazione di un albergo a Boscoverde: si tratta di una struttura ricettiva che potrà essere di riferimento anche per i cicloturisti che percorrono la ciclabile Alpe Adria.

 

Pubblicato su Il Messaggero Veneto