• Home
  •  > Notizie
  •  > Addio a Carlo Mangani l’architetto aveva 96 anni

Addio a Carlo Mangani l’architetto aveva 96 anni

Si è spento domenica nella casa-studio di via Codroipo. Le esequie in forma privata Autore di tante ville in Friuli ha realizzato anche il Marina Hannibal di Monfalcone



Si è spento domenica, all’età di 96 anni Carlo Mangani, uno dei più illustri interpreti dell’architettura moderna in Fvg.

Nato a Grosseto nel 1923 da genitori senesi, dall’età di 6 anni vive a Fiume e durante la seconda guerra mondiale si trasferisce come profugo prima a Venezia e poi, nel 1947, a Udine che diventa a tutti gli effetti la sua città. Inizia gli studi di architettura a Roma, ma consegue la laurea al Politecnico di Milano, dove si era rifugiato a causa della guerra, nel 1954. Collabora per alcuni anni alla rivista “Domus” diretta da Gio Ponti che diventerà il suo mentore. Nel 1955 si trasferisce a Stoccolma, dove lavora con l’architetto Ralph Erskine. Nel 1956 apre lo studio professionale a Udine. «In settant’anni di attività (ancora studente, infatti, esordisce nel ’53 con il negozio di fiori Gasparini, sotto i portici del municipio, che molti udinesi ricordano ancora bene) - racconta l’architetto Marco Stefani che è stato suo collaboratore negli ultimi 13 anni -, Mangani spazia nel vasto campo dell’architettura facendosi conoscere ben presto per alcune tra le più belle ville moderne della regione». Inserite nella cornice naturale dei paesaggi dell’arco collinare friulano e del Carso, spiccano, tra le altre, le ville Lisco a Segnacco, Gaudio a Faedis, Debiasi a Modoletto di Pagnacco, Massarutto a Tarvisio, Perizzi a Duino, Chersi a Opicina, Muzina a Trieste. «A Udine - continua Stefani che insieme a Mangani stava curando un libro in cui vengono descritte tutte le sue opere - Mangani decide di costruire per sé un’abitazione difesa rispetto all’intorno e aperta su quel microcosmo segreto di luce e di verde che è la corte interna, o patio, alla maniera della “casa pompeiana”: nasce così, intorno alla metà degli anni Sessanta, la bellissima casa-studio di via Codroipo».

Ed è proprio lì che Mangani è morto, domenica pomeriggio. Fino a pochi mesi aveva continuato a disegnare, progettare, immaginare, solo nell’ultimo periodo si era arreso all’avanzare dell’età. Oltre all’architettura un’altra sua grande passione era la vela. E Mangani deve proprio all’amore per il mare un incarico che lo renderà noto tra gli appassionati di nautica: Marina Hannibal a Monfalcone (dove tutt’ora ormeggia la sua barca), porticciolo attrezzato per barche da diporto, completo di cantiere navale, ristorante e attrezzature ricettive per gli equipaggi. «All’Hannibal Mangani precorre di almeno un paio di decenni tematiche che saranno care agli ambientalisti - sottolinea Stefani -, limitando a due piani l’altezza massima in tutto il complesso, e frazionando il costruito in padiglioni dallo sviluppo accentuatamente orizzontale, organicamente collegati tra loro a costituire un villaggio nautico da percorrere solo a piedi. Un piccolo capolavoro, tuttora in funzione dopo più di cinquant’anni». Oltre all’architettura e alla vela, Mangani era appassionato di auto ed era stato uno dei pochi fortunati proprietari di una Jaguar E-type, quella diventata famosa grazie al personaggio dei fumetti, Diabolik.

A Udine costruisce la serie di case affiancate di via Birago, in getto a vista in calcestruzzo armato e sasso, il complesso Edilfriuli di via Tullio, lo studio del pittore Giorgio Celiberti e l’ampliamento del cimitero di San Vito; a Trieste va ricordata la sua collaborazione con Illy Caffè, in particolare per le palazzine degli uffici e l’ampliamento delle strutture produttive. «Con i tanti collaboratori di studio che si sono succeduti negli anni - assicura Stefani - non ha mai avuto segreti: il suo studio, per lui era una “bottega” dove si imparava facendo. Fieramente refrattario ai fenomeni di moda, non aveva mai voluto cedere alle tentazioni del “postmoderno”».

Mangani, persona molto schiva e riservata, ma sempre generoso e sincero con gli amici, lascia la moglie Mirella. Le esequie saranno celebrate in forma privata nel cimitero di San Vito a Udine. —



Pubblicato su Il Messaggero Veneto