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Tragedia in autostrada, parla l'autista del pullman: «Così ho visto la morte in faccia»

Pordenone, il conducente di Alibus ha raccontato l’accaduto al titolare. La moglie: «Vorrei incontrare i familiari delle tre vittime»

PORDENONE. «Non ho avuto altra scelta: il camper me lo sono trovato davanti, di traverso sulla carreggiata. Se sterzavo, avrei rischiato di uccidere i passeggeri».

L’autista dell’autobus di Alibus (che ha concesso il mezzo a CoCoBus che ha organizzato tappe e percorsi con Lucca Comics), Nazmi Shara, è arrivato a casa, a Pordenone, a metà mattina di sabato 2 novembre.

Ha parlato con il suo responsabile, Diego Felice, col quale era in contatto telefonico dalla notte. Ha parlato con la moglie, Nuria, che lavora per la stessa compagnia. Ha ripensato all’accaduto, a quella famiglia distrutta. Dopo una notte insonne, è crollato. Immaginabile il suo stato d’animo.

«Nazmi mi ha chiamato: “C’è un incidente molto grave, ci sono morti. Ho preso una botta, ma sto bene. Il bus non ce la fa a proseguire”, sono state le sue parole. Mi sono immediatamente attivato». C’era un dipendente da assistere, c’erano oltre cinquanta ragazzi sulla strada da riportare a casa.

Alibus ha inviato un bus sostitutivo a Bologna, mezzo che era lì alle 3. «È ripartito due ore dopo – aggiunge Diego Felice – perché la Polizia stradale doveva sentire i passeggeri. Sono ripartiti alle 5 e arrivati a Pordenone alle 8». Qui sono scesi i cinque che abitano nella Destra Tagliamento; altri cinque, con un mezzo più piccolo, sono stati portati sino a Udine.

Nazmi Shara è tornato a casa a metà mattina. «Me lo sono trovato davanti, il camper. Era ribaltato su un fianco, un pezzo del mezzo, tutto al buio, quel tratto di strada è buio», ha ripetuto agli investigatori così come al titolare.

L’autobus, gestito da CoCoBus, venerdì mattina era partito da Udine e faceva tappe a Pordenone Fiera, Treviso, Mestre, Padova, Ferrara, Bologna e Lucca.

«Al rientro – dice l’amministratore delegato Alessandro Zocca – erano partiti in 77. Venti erano scesi a Bologna, gli altri nelle tappe successive. A Pordenone erano destinati una coppia e un gruppo di tre, a Udine cinque passeggeri».

Anche la moglie Nuria è rimasta in contatto col marito Nazmi tutta la notte. Lui è uno dei migliori autisti di Alibus, pure lei è dipendente della compagnia.

«Siamo genitori e nonni anche noi: immaginatevi il nostro dispiacere. Mio marito non ha avuto altra scelta, ha solo potuto frenare, frenare, frenare: se avesse fatto un’altra manovra sarebbero potuti morire tutti, sarebbe stata una catastrofe».

Poi ripensa alla famiglia distrutta: «Spero che Dio dia coraggio ai parenti. Vorrei mettermi in contatto con loro, per manifestare la nostra vicinanza». —

 

Pubblicato su Il Messaggero Veneto