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Auto contro un platano, 39enne muore sul colpo

La vittima è il veneto Stefano Vignotto, residente da pochi mesi a Latisana. L’incidente martedì sera a Lugugnana



. Uno schianto terribile contro un platano non gli lascia scampo. È morto così nella tarda serata di martedì un 39enne residente a Latisana, Stefano Vignotto. L’uomo viaggiava da solo a bordo di una Ford e stava percorrendo la Strada provinciale Jesolana fra gli abitati di Sindacale e Lugugnana di Portogruaro, in provincia di Venezia, quando giunto all’altezza di una curva ha perso il controllo dell’auto che è finita contro un platano. Il 39enne non ha avuto scampo ed è morto sul colpo.

Lungo e impegnativo il lavoro dei vigili del fuoco del distaccamento di Portogruaro per estrarre dalle lamiere la salma e consegnarla al personale del servizio sanitario dell’emergenza che ha solo potuto constatare la morte dell’uomo.

L’incidente è accaduto poco prima della mezzanotte ma le forze dell’ordine hanno dovuto attendere diverse ore prima di risalire all’identità della persona deceduta, perché fra le lamiere dell’auto in un primo momento i soccorritori non riuscivano a trovare documenti.

I Carabinieri della Compagnia di Portogruaro in queste ore stanno ricostruendo la dinamica dell’incidente: al momento dello schianto sulla zona si stava abbattendo un forte acquazzone.

Stefano Vignotto, originario di Cavallino Treporti, si era trasferito solo da pochi mesi a vivere a Latisana in una casa lungo la Strada regionale 354, fra gli abitati di Paludo e Gorgo nel tratto urbano di Sr denominato via Lignano Nord.

Nella località turistica di Cavallino lascia la mamma Luisa e il papà Claudio, gestori di una rivendita di giornali all’interno di un camping.

Stefano era il loro unico figlio: dopo la laurea per diversi anni si era occupato di ristorazione gestendo alcuni locali fra il Veneto e il Friuli, poi un anno fa aveva abbandonato tutto per tornare alla sua prima occupazione, quella per la quale aveva anche completato il percorso di studi universitari, ricoprendo il ruolo di consulente per la sicurezza sul lavoro.

I genitori comprensibilmente distrutti hanno deciso di non diffondere immagini di Stefano, certi così di aver rispettato la sensibilità del figlio. —

Ha collaborato

Francesco Macaluso



Pubblicato su Il Messaggero Veneto