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L’ultimo saluto di borgo Aquileia a Romana Pecile



Borgo Aquileia ha dato l’ultimo saluto a Romana Pecile, la “signora del pane” che per quasi mezzo secolo è stata dietro al banco del forno Bacchetti.

Ieri mattina, nella chiesa del Carmine, don Giancarlo Brianti ha celebrato i funerali dell’anziana, morta venerdì a 89 anni a causa di una grave malattia. In tanti conservano un buon ricordo della signora Romana, che ha sempre lavorato con passione dedicandosi ai suoi clienti. «Romana aveva un cuore grande – ha detto don Giancarlo durante la funzione – che ha messo a disposizione degli altri, lavorando e faticando per una vita intera, senza mai lamentarsi. Stare dietro al banco del panificio Bachetti era la sua vocazione, lei che era una donna mite e altruista. Era lei stessa “pane buono” – ha aggiunto il parroco – perché si è sempre dimostrata molto generosa con chi aveva bisogno». Un percorso, quello di Romana Pecile in borgo Aquileia, iniziato nel 1956 dopo essersi sposata con Giordano Bacchetti. Una vita dedicata anima e cuore a quell’attività, anche dopo la scomparsa del marito, avvenuta nel 1992. Romana non si è persa d’animo ed è riuscita a portare avanti il forno, caricandosi sulle spalle oneri e responsabilità. L’ha fatto fino al 2002, quando ha ceduto il testimone. Sveglia all’alba, ogni mattina era minuziosa nel controllare le ceste di pane per le consegne. E quanta passione per i dolci, che assaggiava personalmente puntando sulla qualità degli ingredienti. «In questi giorni – ha ricordato don Giancarlo – in tanti mi hanno raccontato di quanto pane abbia donato alla chiesa per i bisognosi, anche nei momenti difficili come quelli del post terremoto. Romana aveva una bontà d’animo che l’aveva trasformata in una donna di relazione, capace di aiutare molte persone. Dire che era “buona come il pane” non è certamente esagerato».

Al termine delle esequie, la salma di Romana Pecile è stata portata nel cimitero di San Vito di Fagagna, suo paese d’origine, per essere sepolta. In questo suo ultimo viaggio c’erano i parenti più stretti, con la figlia Paola davanti a tutti, e qualche amica. Un altro pezzo di Udine che se n’è andato, lasciando la città più “povera”, senza una figura che, a suo modo, ha contribuito a scrivere la storia di Borgo Aquileia. –

Pubblicato su Il Messaggero Veneto