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Bar chiusi, bandiere a mezz'asta e tanta commozione per l'ultimo saluto a Elisa e Catalin

Duomo gremito per i funerali, a Spilimbergo, dei due giovani morti il giorno di Pasquetta: tutta la città ha risposto all'appello del sindaco che aveva invitato i concittadini a partecipare alle esequie e sospendere le attività durante la messa

SPILIMBERGO. Una comunità sgomenta si è stretta attorno ai familiari di Elisa Pitussi e Catalin Fendic, i due giovani spilimberghesi, di 16 e 19 anni, che hanno perso la vita nel tragico incidente di Pasquetta a San Giorgio della Richinvelda. In centinaia hanno assistito ai funerali nel duomo di Santa Maria Maggiore, concelebrati dal parroco di Spilimbergo, don Giorgio Bortolotto, assieme a padre Vasile Nistor, responsabile a Spilimbergo della chiesa greco-cattolica romena.

Presenti alle esequie, il sindaco della città del mosaico Enrico Sarcinelli con la giunta, e il primo cittadino di Dignano, Riccardo Zuccolo, altra comunità segnata dal tragico evento. I familiari di Catalin, pur essendo residenti a Spilimbergo, gestiscono un’attività commerciale nel comune della sinistra Tagliamento e qui sono molto benvoluti.

Moltissimi le ragazze ed i ragazzi presenti, gli amici di sempre e i compagni di scuola, seduti fra i banchi del duecentesco duomo, tantissimi in piedi, raccolti attorno ai feretri delle due giovanissime vittime, Elisa, studentessa al Percoto di Udine, Catalin invece all’ultimo anno dell’istituto tecnico Malignani, prossimo a sostenere l’esame di maturità.


«Ma che fatto insensato. Ingiusto. Quante volte in questi giorni sono rimbalzate silenziosamente dentro di noi queste espressioni. Quante volte ce le siamo sussurrate fra di noi, a testa bassa» sono le parole con cui don Giorgio Bortolotto, nella sua omelia, si è rivolto ai familiari e agli amici di Elisa e Catalin. «Talvolta i nostri punti di domanda possono diventare ed essere proprio l’inizio di una risposta» ha aggiunto il parroco di Spilimbergo, invitando i presenti «a considerare con fiducia il vostro smarrimento e dolore seppure faccia male, e molto».

«In questi giorni di sofferta riflessione mi sono più volte risuonate nelle testa le parole di una canzone: per quanta assurda e complessa ci sembri la vita è perfetta. Ma perfetta dove? Perfetta come?» si è chiesto don Bortolotto, citando le parole della canzone di Fiorella Mannoia “Che sia benedetta”. «La perfezione sta dove si sa affrontare la sfida, mettendosi in gioco. La vita è vita, è movimento, è scambio, è dono, è perdita e conquista. Su quella strada sterrata, in quel giorno che avrebbe dovuto essere un giorno di festa, si è concluso un racconto ma non la storia», ha concluso don Giorgio.


Struggente il pensiero rivolto dall’altare ad Elisa dalla zia Edlira: «Piccola, il tuo sorriso era uno di quei sorrisi che illuminavano le nostre giornate e mi fa male pensare che non lo rivedrò più. Sarà molto dura andare avanti e pensare che non dormirò più con te e non mi confiderò più con te. Posso prometterti che nessuno prenderà mai il tuo posto perché sei unica. Un giorno ci rincontreremo».


Toccanti le parole rivolte a Catalin dai fratellini Giacomo e Martino: «Catalin, fratellone, sei stato un ragazzo d’oro. Eri sempre contento. Ci venivi a prendere a scuola, ci accompagnavi in piscina e dalla nonna. Con te facevamo tutto. Bastava chiedere, tu eri sempre pronto. Quando serviva aiutavi la mamma ed il papà, senza mai protestare. Anzi avevi sempre una parola scherzosa. Eri una certezza. Avevi tanti amici più di quelli che pensavamo. Tutti ti volevano bene perché sapevi essere gentile. Per noi sei stato il miglior fratello che ci potesse essere, e proveremo a seguire il tuo esempio. Resterai sempre con noi, ciao Catalin, ciao anche a te Elisa».


La ragazza riposerà per sempre nel cimitero di Spilimbergo, mentre le spoglie di Catalin sono state traslate nel cimitero di Dignano, per volontà della famiglia.


 

Pubblicato su Il Messaggero Veneto