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Lutto in Friuli per la scomparsa di Dedi Bonvicini

Aveva sposato il conte Gianandrea Gropplero di Troppenburg. Era stata una coraggiosa “staffetta” partigiana. Si è spenta a 89 anni

UDINE. «Mia mamma, la staffetta partigiana Dedi Bonvicini è libera. Ieri alle 21 se ne è andata. ciao Mamma, ti porto con me». Così, nel giorno di Pasqua il regista udinese Andrea Gropplero Di Troppenburg, ha annunciato sul suo profilo Facebook la morte di Adelaide (per tutti Dedi) Bonvicini.

Nata a Massa Lombarda il 26 luglio 1925, Dedi si è spenta a quasi novant’anni a Bologna, ma in Friuli ha lasciato una parte importante del suo cuore.

Aveva infatti combattuto il fascismo sposando la Resistenza e vestendo i panni della “staffetta”. Ed è proprio mentre rischiava la vita per garantire i collegamenti tra le varie brigate o fra i partigiani e le loro famiglie che ha conosciuto il conte Gianandrea Gropplero di Troppenburg che poi sarebbe diventato suo marito.

Fino all’anno del terremoto, Dedi ha vissuto in Friuli tra Moruzzo e il castello di Colloredo. Lì ha affinato l’arte di intrecciare la rafia, una fibra utilizzata per realizzare stuoie e borse in sostituzione della juta. Per Dedi era impossibile restare con le mani in mano.

E poi - ricorda chi l’ha conosciuta - aveva un innato senso artistico. Lavorava come artigiana e realizzava dei bellissimi fiori di carta e rafia che spesso venivano utilizzati come ornamenti per le ceste di vimini, attività che ha proseguito anche quando si è trasferita a Bologna continuando a gestire un piccolo negozio fino a una quindicina di anni fa.

Dedi era anche un’ottima disegnatrice e aveva illustrato diversi libri. Un’altra sua passione che a Colloredo in molti ricordano con affetto è legata alla genealogia.

«Penso che abbia ricostruito tutti i legami di parentela degli abitanti di Colloredo», ricorda il figlio Andrea che ha annunciato la perdita della mamma insieme al trafelli Andrea e Tintin.

«Era un donna solare, espansiva ma anche riservata, può sembrare un ossimoro, ma lei era proprio così - continua Andrea che vive a Roma -. Era anche molto dolce. Noi la chiamavamo la roccia chioccia. Era molto attaccata alla famiglia».

A “spingerla” nella lotta partigiana era stato suo fratello Eugenio Bonvicini, medaglia d’argento al valor militare. «É stato lui a presentargli mio padre», precisa Andrea.

Il conte Gianandrea Gropplero di Troppenburg è mancato nel 2008 all’età di 86 anni. Ingegnere con la passione per il volo, nato a Udine il 21 ottobre del 1921, sulle montagne friulane era diventato il comandante partigiano “Freccia”.

Medaglia d’oro al valor militare, dopo il conflitto girò il mondo per costruire case e strade e si innamorò dell’India dove in circa vent’anni riuscì a realizzare 220 scuole, 2 ospedali, case e circa 700 pozzi, sotto la bandiera dell’associazione che creò, “Amicizia Italia-India”.

Anche dopo la separazione e il suo trasferimento a Bologna nel 1976, Dedi Bonvicini ha mantenuto il suo legame con il Friuli dove vivono i nipoti Gianandrea e Alessandro, e anche il figlio Giampietro, ex colonnello delle Frecce tricolori, che abita a Buja con la famiglia. I funerali saranno celebrati oggi alle 14.30 a Bologna.

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Pubblicato su Il Messaggero Veneto