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Azzano, “città dei defibrillatori”

Progetto-pilota del Comune: già 14 gli apparecchi salvavita negli impianti sportivi

AZZANO DECIMO. “In campo con il defibrillatore salvi una vita” è il nome del progetto avviato negli anni scorsi dal Comune di Azzano Decimo, il primo a dar vita a un’iniziativa di tali contenuti nel Friuli occidentale.

Il merito è dell’assessore alle politiche sociali, Roberto Innocente, che aveva in mente un’idea simile da quando era consigliere di opposizione. Dopo la prima affermazione elettorale del sindaco Marco Putto, Innocente, nominato assessore, aveva iniziato a lavorare per concretizzare l’iniziativa. Attualmente, sono quattordici gli strumenti salvavita dislocati in campi sportivi, palazzetto, palestre e in altre strutture del territorio. Un numero considerevole, probabilmente con pochi eguali nella Destra Tagliamento.

L’amministrazione comunale non si è limitata a dotare numerose strutture di defibrillatori: da anni organizza corsi per formare i volontari all’utilizzo dell’impianto. Sono oltre 120 gli operatori in grado di usare un defibrillatore, uno strumento che – come si è visto lunedì sera allo Stadio Facca – può salvare la vita. Il Comune ha operato uno sforzo economico di rilievo per dare forma al progetto, il cui perseguimento è stato rafforzato dalla tragica morte del cestista azzanese Matteo Molent, e, allo stesso modo, hanno dato una mano diversi istituti bancari e altre realtà del territorio. Innocente, su quanto accaduto l’altra sera, si è detto felice perché il peggio è stato evitato, augurandosi che il 28enne colpito da arresto cardiaco possa riprendersi il prima possibile. «Siamo contenti che stia bene – ha detto – e auspichiamo stia sempre meglio. La nostra idea unisce la parte strumentale, ovvero dotare gli impianti di defibrillatori, a quella formativa, e cioè insegnare ai volontari come si utilizzano tali strumenti. Abbiamo raggiunto risultati importanti, ma, come dico dal suo avvio, il progetto non si deve fermare, deve proseguire anno dopo anno. È nostra intenzione continuare lungo la strada intrapresa, perché siamo consapevoli che, anche se determinati episodi possono verificarsi estremamente di rado, in situazioni simili il rapido intervento con un defibrillatore può risultare determinante».

Innocente, quindi, ricorda Molent: «La sua scomparsa ha destato profonde emozioni, ad Azzano Decimo e non soltanto – conclude –. Sull’onda emotiva di tale dramma, abbiamo impresso l’accelerazione decisiva per concretizzare “In campo con il defibrillatore salvi una vita”, un’iniziativa di cui siamo molto orgogliosi e nella quale continueremo a investire dal punto di vista finanziario e umano. Riteniamo di aver messo in campo un’azione potenzialmente fondamentale e non intendiamo abbassare l’attenzione sul tema». (m.p.)

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Pubblicato su Il Messaggero Veneto