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Imprenditore e consulente Aveva guidato la Transima

A Maniago con i fratelli aveva raccolto il testimone dal padre Danilo Poggioli: «Una famiglia colpita da tanti lutti, ma sempre capace di rialzarsi»

MANIAGO. Aveva raccolto il testimone dal padre imprenditore, dopo la morte di quest’ultimo nel 2005, e assieme ai fratelli aveva guidato le aziende di famiglia, tra cui la storica Transima italiana di Maniago sino al 2013, una realtà leader nel settore delle scaffalature metalliche. Ora il lavoro come consulente di Italiana scaffalature e Ferretto: un’attività che ieri mattina lo aveva fatto mettere al volante per raggiungere Portogruaro. Quindi l’incidente lungo la Cimpello-Sequals in cui Gliano Canderan, 38 anni, ha perso la vita.

Un altro duro colpo per la famiglia: il dolore per la sua morte si aggiunge a quella ferita ancora aperta per il decesso di Danilo, padre del 38enne, che assieme al fratello Raffaele aveva creato un impero industriale in Pedemontana. L’imprenditore era stato stroncato da un malore nel settembre 2005, a 59 anni, davanti all’ingresso del Comune di Maniago. Danilo era consigliere di opposizione nel gruppo di Forza Italia e si trovata nella sede municipale per partecipare a una seduta di consiglio. A gennaio 2013 un altro lutto in casa Canderan: Rossella Mazzoli, moglie di Raffaele, è morta a 52 anni dopo avere lottato contro una grave malattia che non le ha lasciato scampo. Un dramma dopo l’altro per la famiglia, oggi ripiombata nel dolore.

«La famiglia Canderan è stata colpita da troppi lutti in pochi anni – ha commentato Annamaria Poggioli, amica di lunga data dei fratelli Danilo e Raffaele –. Nonostante le sofferenze, è però sempre riuscita a rialzarsi e a guardare avanti. Dinanzi a questa ennesima disgrazia, mi permetto di sperare che, dopo un ulteriore momento buio e di profondo dolore, possa ritrovare la luce e soprattutto la positività che contraddistingue i componenti. Sono consapevole che è presto, ma, per quanto sia possibile esprimere in questo momento un augurio, auspico questo per una famiglia stimabile e che ha sempre dato prova di forza, anche nelle tragedie». È un rapporto quasi fraterno quello che lega Poggioli ai Canderan. «Un legame che ha radici lontane – ha detto –. Il rapporto più stretto era con Danilo. Ora c’è la grande amicizia con Raffaele. Ricordo ancora l’emozione provata alla grande festa per i 25 anni di Transima al teatro Verdi di Maniago (l’evento è stato presentato da Poggioli, ndr). Una serata nella quale si respirava aria di famiglia e di unione: sul palco c’erano tutti i Canderan».

Poggioli ha definito i Canderan una famiglia di riferimento per la città del coltello. Persone con una spiccata sensibilità e un’attenzione anche per il sociale, come ha ricordato pure il sindaco Andrea Carli. «Hanno dimostrato grande apertura al mondo del volontariato, della solidarietà e del sociale – ha aggiunto –. Uno degli ultimi atti di generosità è stata la donazione al gruppo della Croce rossa di una tettoia per il ricovero dei mezzi di trasporto, installata nella sede di Fratta». Non soltanto imprenditori, insomma, ma anche persone pronte a mettersi a disposizione della comunità con gesti concreti. La notizia della morte di Gliano ha lasciato costernata la città di Maniago, ma anche le comunità di Cavasso Nuovo, dove la famiglia del 38enne aveva risieduto, e di Tramonti di Sopra. Danilo era nato infatti nella borgata Staligial.

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Pubblicato su Il Messaggero Veneto