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Incidente a Porpetto, San Giorgio in lutto per la morte di Fedlallah

Era un imam del centro di preghiera di Terzo D’Aquileia Fedlallah Meftah Hicham, il 39enne marocchino deceduto nell’incidente accaduto domenica sera sulla Provinciale 80 in comune di Porpetto.A...

Era un imam del centro di preghiera di Terzo D’Aquileia Fedlallah Meftah Hicham, il 39enne marocchino deceduto nell’incidente accaduto domenica sera sulla Provinciale 80 in comune di Porpetto.

A piangerlo oggi non è soltano la famiglia, la moglie e i tre figli, ma l’intera comunità musulmana della Bassa friulana che lo ricorda per la sua bontà e la sua generosità, ma soprattutto per l’attenzione che riservava verso i più bisognosi ai quali non lesinava mai il suo aiuto. «Sono i più buoni che se ne vanno», è l’amaro commento degli amici della comunità marocchina riunitasi ieri a San Giorgio (si incontrano spesso nel negozio del Kebab in centro), che vedeva in lui una persona carismatica dotata di una forte fede. «Aveva una grande spiritualità: per noi era un esempio. Il nostro pensiero ora va alla famiglia, la moglie e i tre figli piccoli, che hanno bisogno di aiuto e noi saremo qui per aiutarli».

Fedlallah era arrivato in Italia diciotto anni fa, da una decina era residente nella Bassa friulana e da qualche tempo viveva nella frazione di Zellina di San Giorgio di Nogaro. Aveva sposato una ragazza di Marano Lagunare che gli ha dato tre figli: il più grande ha 8 anni e il più piccolo di solo pochi mesi. Per un certo periodo aveva lavorato come camionista, da poco aveva finito il periodo lavorativo nello stabilimento della Taghleef nella zona dell’Aussa Corno.

I funerali saranno celebrati in forma privata in Italia e poi con la comunità islamica in Marrocco, intanto si attende l’arrivo da Verona del fratello.

Gli amici raccontano anche maggiori dettagli dell’incidente. «Domenica pomeriggio, Fedlallah, insieme ad un amico macedone, era al Kebab di San Giorgio per bere un caffè - racconta il gestore -. Verso le 17.30 voleva riaccompagnare a casa, a Porpetto, questo amico. E siccome non aveva benzina nella sua macchina, gli ho prestato la mia. Ha riaccompagnato a casa il macedone e nel rientro è accaduto l’incidente, lasciandoci tutti sconvolti».

Il negozio di Kebab ieri era rigorosamente chiuso in segno di lutto, ma tante persone si fermavano per informarsi su quanto accaduto: molti, riconoscendo la macchina, avevano infatti pensato che ad essere morto fosse il gestore del locale.

Va evidenziato che la piccola comunità islamica sangiorgina è molto discreta, quasi defilata nei confronti del paese, ma ieri ha potuto verificare il dolore per la tragedia che l’ha colpita è il dolore di tutti. (f.a.)

Pubblicato su Il Messaggero Veneto