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Udine, muore in ospedale dopo essere stata operata per un'ernia

Maurizia Cumin, 64 anni, di San Giovanni al Natisone, era stata sottoposta a un intervento a Palmanova. Poi erano subentrate complicazioni ed era stata trasferita al nosocomio del capoluogo friulano

UDINE. Per la famiglia, è un incubo che diventa realtà dopo otto giorni di attonito dolore e inutile speranza. Per la magistratura, è un presunto caso di malasanità che dovrà essere chiarito con gli strumenti dell’investigazione.

Il decesso di Maurizia Cumin, 64 anni, di San Giovanni al Natisone, morta giovedì sera al “Santa Maria della Misericordia” di Udine, dov’era stata trasportata d’urgenza lo scorso 26 aprile a seguito delle complicazioni sopraggiunte durante un intervento chirurgico eseguito all’ospedale di Palmanova, ha lasciato sorpresi tutti.

E allo strazio della perdita, ora, si aggiungono gli interrogativi dell’inchiesta giudiziaria.

Erano stati il marito e il figlio della paziente, di fronte all’imprevedibile piega che il ricovero aveva preso, a presentare già nei giorni scorsi una segnalazione ai carabinieri di Palmanova.

La donna, una pensionata occupata per anni nel settore del legno in un’azienda locale, era entrata in ospedale per essere sottoposta a un intervento di asportazione di un’ernia addominale.

Un’operazione routinaria e che avrebbe richiesto al massimo una notte di permanenza in ospedale. Dalla sala operatoria, invece, la paziente era stata trasferita direttamente all’ospedale di Udine, dove in serata un’altra équipe medica si era prodigata per ore per recuperare la situazione.

Terminato l’intervento, era stata trasferita in Terapia intensiva e qui era rimasta in prognosi riservata fino al drammatico epilogo della sera scorsa.

È a questo punto che il fascicolo che la Procura aveva nel frattempo aperto sul caso a carico di ignoti per l’ipotesi di reato di lesioni colpose, sulla scorta della denuncia che i familiari avevano formalizzato con l’avvocato Gabriele Agrizzi, è tornato sul tavolo del pm di turno, Viviana Del Tedesco, per la modifica dell’imputazione in omicidio colposo per colpa medica.

Il prossimo step sarà l’iscrizione sul registro degli indagati delle persone che la Procura riterrà di chiamare a rispondere dell’eventuale responsabilità professionale.

L’acquisizione delle cartelle cliniche e del resto della documentazione utile a identificare il personale sanitario che ha seguito la paziente è stata delegata alla sezione di Pg della Polizia e ai carabinieri di Palmanova.

L’attività sarà completata nel giro di qualche giorno e culminerà nell’avviso di garanzia, contenente anche la data del conferimento dell’incarico dell’autopsia al medico legale.

Pubblicato su Il Messaggero Veneto